Autore: Eugenio
Cari amici,
una grande novità!
Da anni inseguivo un sogno e cioè poter fare in casa degli impasti con un impastatrice a bracci tuffanti. Non sto qui a dire quali sono i vantaggi di questo tipo di lavorazione. Cito solo la maggiore ossigenazione e la mancanza di surriscaldamento dell'impasto che per ricette come il pane o i dolci detti grandi lievitati (panettone) sono praticamente indispensabili. Questo è il vero motivo per cui il pane fatto in casa difficilmente raggiunge l'eccellenza. Sicuramente impastando a mano si possono ottenere gli stessi risultati ma voglio vedervi impastare a mano il panettone per almeno 20 minuti; non parliamo poi se normalmente facciamo il pane in casa. E allora noi appassionati, forse dovrei dire ammalati, di questa febbre per l'arte bianca di solito ci affidiamo alle ottime impastatrici planetarie Kenwood o KitchenAid e simili. Meno male che ci sono, ad esempio per fare la pasta fresca o per montare le uova sono ottime ma per pane e grandi lievitati presentano i limiti di cui sopra. Mi direte che con tutti i problemi del mondo possiamo anche accontentarci della planetaria. Ma essere dei patiti vorrà pur dire qualcosa, no?
Il fatto è che fino a ieri, a prescindere dal costo, mettere in casa un'impastatrice a bracci tuffanti era praticamente impossibile. Quelle esistenti erano di grandi dimensioni, alimentate con la trifase, molto pesanti e adatte solo per grandi quantità di impasto, perchè pensate esclusivamente per i laboratori dei panifici o delle pasticcerie.
Adesso però è nata la Miss Baker. No, no la mitica Joséphine non c'entra (o forse sì?). Il fatto è che Baker significa fornaio e Miss, cioè Signorina, ben si addice alla leggiadria di questa macchina.
Ora non vorrei annoiarvi troppo, guardate qui sotto il video con l'unboxing o spacchettamento che dir si voglia. Se poi la Signorina Baker vi piace leggete quanto ho scritto qui sotto al video.
Ho avuto modo di visitare la fabbrica accolto con grande simpatia dai titolari Andrea e Anna Bernardi e dalla efficientissima Simona. Si tratta di un ambiente giovane, dinamico di alta professionalità dove si percepisce l'amore che portano verso il loro lavoro. Non sorprende quindi l'alta qualità dei prodotti.
Conoscono il nostro sito e l'alto livello dei suoi lettori. Mi hanno dato in uso la macchina del video perchè possa mostrarvela attraverso le mie video ricette. E, udite... udite, riservano un trattamento di favore ai lettori che saranno segnalati da questo blog. Quindi, se volete, inviatemi un'email a le_ricette_di_eugenio@hotmail.it e io trasmetterò loro il vostro indirizzo in modo che vi contattino.
Tutti i diritti riservati agli autori delle ricette. E' vietata per legge la riproduzione delle ricette anche parziale e con qualsiasi mezzo senza l'autorizzazione scritta dei rispettivi autori.
domenica 1 dicembre 2013
Impastatrice Miss Baker
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Natale
sabato 26 gennaio 2013
Cavolo rosso con mele, uvetta e pinoli
Autore: Sofia
Ingredienti:
- Cipolla
- Cavolo rosso
- Mele
- Uvetta
- Pinoli
- Zucchero di canna
- Aceto bianco
- Sale, pepe, bahari
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lunedì 12 novembre 2012
Corso di cioccolateria
Autore: Eugenio
Oggi invece di una ricetta voglio raccontarvi una cosa.
Pur non andando matto per i dolci faccio una doverosa eccezione per il cioccolato, specialmente quello fondente. Tant'è che lo scorso Natale mi ero cimentato a fare dei cioccolatini di vario tipo e grazie alla solita fortuna del principiante erano anche riusciti bene. Tuttavia molti erano i dubbi che mi erano rimasti e avevo voglia di approfondire l'argomento. Cercando dunque in rete sono incappato nel sito La vetrina del Nanni dove vi sono ricette per la maggior parte di dolci e pasticceria e, udite udite, con uno spazio notevole dedicato al cioccolato. il Nanni tiene inoltre dei corsi di cioccolateria. Invogliato dal fatto che i corsi avvengono nei weekend, mi sono iscritto sia al corso base sia a quello avanzato e devo dire che sono stati superiori alle mie aspettative. Infatti pensavo di apprendere solamente, oltre a qualche ricetta, delle tecniche di lavorazione, in altre parole la manualità e invece ho imparato molti accorgimenti e piccole malizie che semplicemente esplorando il web non si trovano.
So bene che La vetrina del Nanni è un sito famoso ma per chi ancora non lo conoscesse val la pena dargli un'occhiata.
Sopra sono alcune foto scattate dagli allievi (col maestro al centro). Ah, quasi dimenticavo di dire che la produzione del corso la si porta a casa.
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sabato 18 agosto 2012
Sugo di funghi alla genovese (tocco de funzi)
Autore: Eugenio
Ingredienti:
Per prepararlo, in una casseruola di terra facciamo scaldare l’olio insieme a due spicchi d’aglio contuso, aggiungiamo 3 etti di funghi porcini di cui avremo affettato le cappelle e tritato i gambi e facciamoli cuocere per un paio di minuti; aggiungiamo un po’ di rosmarino tritato, facciamo dare ancora una voltata e spruzziamo con un po' di vino bianco che lasceremo evaporare. Mettiamo ora 4 etti di pomodori San Marzano privati dei semi oppure una scatola di pelati, lasciamoli scaldare e poi aggiungiamo il sale, un pochino di pepe, un bicchiere di acqua calda e lasciamo cuocere semicoperto a fuoco lento per circa 25 minuti mescolando di tanto in tanto.
Ingredienti:
- Funghi porcini 3 etti
- Pomodori perini 4 etti
oppure una scatola di pelati - vino bianco 4 cucchiai
- olio evo 5 cucchiai
- aglio, rosmarino, sale e pepe
Per prepararlo, in una casseruola di terra facciamo scaldare l’olio insieme a due spicchi d’aglio contuso, aggiungiamo 3 etti di funghi porcini di cui avremo affettato le cappelle e tritato i gambi e facciamoli cuocere per un paio di minuti; aggiungiamo un po’ di rosmarino tritato, facciamo dare ancora una voltata e spruzziamo con un po' di vino bianco che lasceremo evaporare. Mettiamo ora 4 etti di pomodori San Marzano privati dei semi oppure una scatola di pelati, lasciamoli scaldare e poi aggiungiamo il sale, un pochino di pepe, un bicchiere di acqua calda e lasciamo cuocere semicoperto a fuoco lento per circa 25 minuti mescolando di tanto in tanto.
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mercoledì 6 giugno 2012
Sardine ripiene alla genovese
Autore: Eugenio
Ingredienti per 2-3 persone:
- Sardine 3 etti
- Uova n. 2
- Formaggio grattugiato 1 etto
- Lattuga tre foglie
- Pane raffermo una mollica
- Prezzemolo alcune foglioline
- Maggiorana fresca alcune foglioline
- Pangrattato
- Olio, sale, noce moscata
Innanzitutto togliamo la testa alle sardine e insieme ad essa verranno via anche le interiora.
Le risciacquiamo bene e le lasciamo a bagno in acqua fredda per un quarto d’ora: questo faciliterà l’operazione di spinatura.
Riprendiamo le sardine e strofinando la pelle, eliminiamo le squame.
Partendo dalla testa e appoggiando il pollice sulla lisca apriamo la sardina dal lato della pancia, quindi solleviamo la lisca dall’estremità della testa e, sempre facendo scorrere il pollice verso la coda, stacchiamo la lisca dalla carne fermandoci subito prima della coda.
Spezziamo la lista e la eliminiamo lasciando però la coda attaccata alla sardina.
Nel compiere questa operazione dobbiamo stare attenti a non lacerare la schiena delle sardine perché altrimenti quando andremo ad inserire il ripieno questo uscirebbe fuori.
Prendiamo ora alcune sardine scegliendo le più piccole o quelle che si fossero rotte durante l’operazione di spinatura e cuociamole per un paio di minuti in un padellino con poco olio. Saliamo e lasciamo raffreddare.
Affettiamo a striscioline alcune foglie di lattuga e facciamola appassire per pochi secondi nello stesso padellino in cui avevamo cotto le sardine. Indi mettiamola in una ciotola.
Tritiamo finemente le sardine cotte, uniamo uno spicchio d'aglio, alcune foglie di prezzemolo e di maggiorana e tritiamo finemente anche queste cose.
Inseriamo questo trito nella ciotola dove avevamo messo le striscioline di lattuga.
Aggiungiamo ora due uova e battiamole con un po' di sale, una grattata di noce moscata, una bella manciata di parmigiano grattugiato. Uniamo una mollica di pane, preferibilmente raffermo e amalgamiamo bene.
Possiamo ora procedere a farcire le sardine.
Mettiamo del pangrattato in un piatto. Prendiamo una sardina e con un cucchiaino deponiamo un po’ di ripieno al centro.
Avviciniamo i due lembi al centro in modo da chiudere la sardina. Il potere collante dell’uovo farà in modo che la sardina rimanga chiusa.
Deponiamola con la schiena sul pangrattato e cospargiamo di pangrattato anche il ripieno della pancia.
Via via che saranno farcite le sistemiamo in un vassoio ben addossate l’una all’altra in modo che restino ben chiuse.
Se avanzasse del ripieno potremo formare delle polpettine che passeremo nel pangrattato.
Ora non ci resta che friggerle. Scaldiamo bene l’olio quindi deponiamole in padella cercando di posarle col ripieno verso il basso in modo che l’olio bollente lo sigilli subito.
Una volta messe in padella abbasseremo leggermente il fuoco per far sì che cuociano bene anche all’interno.
Vedrete che dopo poco si volteranno da sole. Cercheremo quindi di rivoltarle in modo che il ripieno colorisca bene.
Una volta che saranno ben dorate le raccoglieremo, le saleremo leggermente e le metteremo ad asciugare su carta assorbente.
Se non trovate le sardine potete sostituirle con delle acciughe, scegliendo quelle più grandi.
Se volete, qui trovate il video http://youtu.be/nK1kFX2wBzc?hd=1
lunedì 20 febbraio 2012
Una ricetta per i bambini di Rocchetta Vara
Cari amici,
oggi posto non una ricetta ma più di 250. Ricorderete che, subito dopo l’alluvione che ha colpito molto duramente la zona delle Cinque Terre, avevamo dato spazio sul blog alla bellissima iniziativa di Patrizia del Blog Melagranata finalizzata a dare il contributo degli appassionati di cucina in soccorso di quei poveri bimbi. Come dice giustamente Patrizia, la cucina è “amore, dono, partecipazione”.
Bene! In tempi rapidissimi l’iniziativa si è concretizzata con la pubblicazione del libro il cui ricavato (avendo gli autori rinunciato ai diritti sulle proprie ricette) andrà alla Casa Famiglia di Rocchetta Vara.
Il libro è ordinabile cliccando qui sul sito dell’editore e, come dice Patrizia, adesso “Dobbiamo pubblicizzarlo su tutti i blog! Parlatene, raccontate come è nato e quanto amore, passione, esperienza e speranza sono racchiuse tra le sue pagine! Dobbiamo inventarci ogni modo per offrirlo al pubblico: presentiamolo ai nostri amici, parliamone nei luoghi di lavoro, nei circoli ricreativi, sportivi, politici. Inventiamoci situazioni, momenti di presentazione dove potremo vendere le copie del libro!”
martedì 29 novembre 2011
Torta con farina di castagne
Dedicata a chi piace la farina di castagne, ma non ha voglia del solito castagnaccio.
L'unità di misura é il vasetto dello yogurt.
Ingredienti:
4 bicchieri e mezzo di farina di castagne
2 vasetti di zucchero semolato
3 uova
4 cucchiai di rum
125 g di burro Soresina sciolto
1 bustina di lievito istantaneo per dolci
Preparazione
In una terrina preparare un impasto omogeneo con tutti gli ingredienti, lasciando per ultimo il lievito.
Versare in una tortiera di cm 22 di diametro ed infornare per 45 minuti a 175°.
Più semplice di così...
Ma di una bontà
giovedì 10 novembre 2011
Ciambella allo yogurt
Autore: Germana
Questa é la mia ricetta per i bambini di Rocchetta
- Ingredienti
- 3 uova intere
- 300 g di farina 00
- 100 g di fecola
- 300 g di zucchero
- 1 yogurt bianco intero (125 g)
- 1/2 bicchiere di olio di semi di mais
- 1 bustina di lievito
- un pizzico di sale
Setacciare le farine con il lievito.
In una terrina sbattere con la frusta elettrica le uova con lo zucchero, aggiungere il pizzico di sale, lo yogurt ed infine la miscela delle farine.
Mettere il tutto in uno stampo di cm 24 di diametro ed infornare a 175° per 25/30 minuti.
Fare sempre la prova stecchino
mercoledì 9 novembre 2011
Una ricetta per i bambini di Rocchetta Vara
Patrizia del blog La Melagranata è promotrice di una lodevole iniziativa di solidarietà. Riporto di seguito quanto ha scritto sul forum della Cucina Italiana:
Qualche giorno prima della tragedia genovese, avevo preso contatti con le due giovani responsabili della cooperativa sociale Gulliver di Borghetto, che hanno a Rocchetta due case-famiglia, distrutte dall'alluvione: I bambini che accoglievano sono stati spostati temporaneamente, dopo un salvataggio notturno e rocambolesco che ha visto il guado di un fiume e l'uso dell'elicottero!!, e ora non hanno più nulla. Li ha dovuti rivestire la Caritas!
Per aiutarli, ho pensato ad un'iniziativa di solidarietà: sto raccogliendo un po' di ricette per bambini, dolci o salate non importa, per farne una piccola pubblicazione che sarà donata alla cooperativa per poter essere venduta a favore dei bimbi.
Oltre a questo si può fare un versamento, se volete, al loro iban IT30X0617549720000000546980 Banca Carige agenzia 394 Causale: alluvione Borghetto coop. Sociale Gulliver
Mandate la vostra ricetta! Trovate le modalità sul blog di Patrizia.
Per parte mia metto le seguenti due (una salata e una dolce) entrambe ispirate alle uova al tegamino.
“Il sole in un mare di latte”
Più che una ricetta è un breve aneddoto di quand’ero un bimbo di 5 o 6 anni. Sembra incredibile ma allora ero mingherlino e non avevo molto appetito. Un giorno giunta l’ora della merenda (Non erano i tempi delle orribili merendine di adesso) mia nonna iniziò a chiedermi, come d’abitudine, cosa preferivo: “Vuoi pane e olio?” – “No” – “Pane e burro?” – “No” – “Pane e marmellata” – “No”. Quel giorno evidentemente, forse perché preso dai giochi, avevo ancor meno appetito del solito ma, quando la nonna mi chiese: ”Vuoi il sole in un mare di latte?”, vivamente attirato dalla curiosità risposi con entusiasmo di sì. Potete ben immaginare la mia sorpresa quando, dopo avermi fatto sedere a tavola, la nonna mi diede un bell’uovo al tegamino. Ormai avevo detto di sì e quindi non me la sentii di rifiutarlo e poi la nonna mi spiegò che il bianco dell’uovo rappresentava il mare di latte mentre il rosso sembrava il sole.
“Uova al tegamino dolci”
Si tratta di un dessert molto noto. La prima volta però che ne venni a conoscenza (in una rinomata gelateria di Recco) mi fece sorridere (forse perché mi fece tornare alla mente quell’altro piccolo inganno del sole e del mare). L’esecuzione è semplicissima: per ogni persona si prende un tegamino di ceramica o anche un piattino da frutta; si simula il bianco dell’uovo con un cerchio di gelato alla crema; sopra si mettono due mezze albicocche sciroppate con la pancia in su e si mette un pizzico di cannella in polvere che deve sembrare il pepe.
giovedì 27 ottobre 2011
Minestra di zucca al profumo di timo
Autore: germana
Una minestra buona e leggera nella sua semplicità , é proprio quella che ci vuole con il freschino di questi giorni.
Ingredienti
300 g di zucca
2 patate
1 porro grande o due piccoli
1 pugnetto di spinaci
1 litro circa di brodo vegetale
2 pugnetti di ditalini rigati
50 g di pancetta a listarelle sottili
1/2 bicchiere di vino bianco secco
2 cucchiai d'olio extra vergine d'oliva
50 g di Grana padano grattugiato
timo
sale e pepe
Procedimento
2 patate
1 porro grande o due piccoli
1 pugnetto di spinaci
1 litro circa di brodo vegetale
2 pugnetti di ditalini rigati
50 g di pancetta a listarelle sottili
1/2 bicchiere di vino bianco secco
2 cucchiai d'olio extra vergine d'oliva
50 g di Grana padano grattugiato
timo
sale e pepe
Procedimento
Sbucciate la zucca , pelate le patate, e tagliatele entrambe a tocchetti.
In una casseruola scaldare l'olio, rosolare la pancetta , quindi unire il porro a rondelle e fatelo appassire senza far prendere colore.
Dopo una decina di minuti sfumate con il vino ed aggiungete la zucca, le patate , gli spinaci , il timo, sale e pepe lasciando assorbire il condimento; quindi unite il brodo caldo e portate a bollore.
Unite i ditalini, abbassate il fuoco e portate a cottura per una quindicina di minuti.
Prima di servire in tavola date una bella spolverata di grana padano.
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