Le nostre ricette: marzo 2009

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domenica 29 marzo 2009

Crescente al rosmarino



Autore: Germana


Come sempre le mitiche sorelle Simili mi sono venute incontro con questi stuzzichini adatti per merende, gite in campagne per ragazzi ed adulti.

Ingredienti
500 g di farina 00
200 g circa di acqua
25 g di lievito di birra
50 g di strutto
70 g di olio evo
8 g di sale
3 cucchiai colmi di rosmarino fresco tritato.

Io ho messo tutti gli ingredienti nella macchina del pane ed impastato secondo il programma.
Formato una palla e l'ho lasciata lievitare per 40-50 minuti. Poi l'ho stesa con il mattarello senza lavorarla e formato un rettangolo spesso 1 cm.

Con una rotella dentata ho tagliato delle striscioline larghe 1 cm, poi le ho incise trasversalmente, ritagliato dei bastoncini lunghi un dito e pennellati con olio evo.
Ho lasciato lievitare ancora per 15-20 minuti ed infornato a 190-200° per 18-20 minuti.
Semplici ma buone .


sabato 28 marzo 2009

Spaghetti saporiti con straccetti di tonno fresco


Autore: Eugenio

Ingredienti per 4 persone:

  • 300 gr. di spaghetti
  • 150 gr. di tonno fresco
  • 1 pomodoro
  • 6 cucchiai d'olio extravergine
  • 1 spicchio d'aglio
  • peperoncino secondo il gusto
  • alcune foglie di prezzemolo
  • sale

Metto a cuocere gli spaghetti. Nel frattempo trito il prezzemolo, taglio il tonno a piccole striscioline e il pomodoro a cubetti. Faccio scaldare in padella l'olio, l'aglio e il peperoncino. Scolo gli spaghetti al dente e li trasferisco nella padella insieme al tonno, al pomodoro e al prezzemolo. Aggiusto di sale e faccio saltare per circa 30 secondi e servo immediatamente. A piacere aggiungo qualche goccia di olio crudo.

giovedì 26 marzo 2009

DOMATOKEFTEDES - POLPETTE DI POMODORO


Autore: Sofia



DOMATOKEFTEDES di Sofia

(Polpette di pomodoro)

Pomodori seccati al sole
(perfetti quelli di Santorini……)
cipolla tritata molto finementa
prezzemolo tritato
menta tritata
paprica
sale
pangrattato
farina
olio


Mettere nel mixer i pomodori, la cipolla, la menta, il prezzemolo,la paprica e il sale, frullare aggiungendo poco olio e.v.
Trasferire il composto in una ciotola e impastare a mano aggiungendo
del pangrattato e pochissima farina e mettere in frigorifero per almeno
un’ora.
Mettere dell'olio in una padella e friggere l'impasto prendendolo a cucchiaiate.
Sono ottime mangiate calde, ma diventano uno stuzzichino piacevole anche fredde, accompagnate da un bicchiere di vino bianco o di ouzo

martedì 24 marzo 2009

DELIZIE ALLE MELE


Autore: Mirella

...dal ricettario Paneangeli

Questa ricetta la conoscete tutti sicuramente....era passata tempo fa su CI ed io l'avevo annotata tra le innumerevoli cose da provare, ma poi ...ieri mattina finalmente me ne sono ricordata e ...non sapevo davvero cosa mi stavo perdendo !!

Ingredienti:

  • 450 gr di farina setacciata
  • 200 gr di zucchero
  • 1 limone
  • 1 fialetta di aroma d'arancia

  • una presa di sale

  • 125 gr di yogurt bianco intero

  • 1 uovo

  • 150 gr di burro freddo

  • una bustina di lievito setacciato

  • 4 mele

  • zucchero a velo


Ho tagliato le mele a fettine sottili e le ho bagnate bene con succo di limone (la ricetta non lo prevede, ma le ho spolverizzate anche con della cannella).


Ho mescolato la farina con 100 gr di zucchero e la scorza del limone grattugiata.


Ho aggiunto poi lo yogurt, la scorza grattugiata di un'arancia biologica (qui la ricetta dice una fialetta di aroma d'arancia), l'uovo, il sale, il burro (lasciato 10/15 ' a temperatura ambiente, altrimenti è difficoltoso lavorarlo) e per ultimo il lievito setacciato.

Ho amalgamato bene il tutto e ho lasciato riposare la pasta in frigo una mezz'oretta.

Ho poi diviso la pasta in due parti e ho steso ognuna in una sfoglia sottile sul piano infarinato e aiutandomi con il mattarello infarinato.

Ho foderato la mia leccarda imburrata e infarinata con la prima sfoglia (la ricetta dice una teglia rettangolare 27 x 40 cm, la mia leccarda ha dimensioni leggermente maggiori, ma è andata benissimo comunque), ho disposto le fettine di mela con il loro sughetto e ho cosparso con lo zucchero rimanente (100 gr)...io qui ho usato zucchero di canna.


Ho ricoperto il tutto con la seconda sfoglia unendo bene i bordi.

Ho infornato in forno preriscaldato a 170° per 30' circa.Ho fatto raffreddare, ho tagliato il dolce a quadretti e ho cosparso di zucchero a velo.

Mie annotazioni: strepitosa!!!!!!!!

Funghi fritti


Autore: Eugenio

Ingredienti:

  • Funghi porcini
  • Farina
  • 1 uovo (o più)
  • Pangrattato
  • Prezzemolo
  • Sale
  • Olio

Il segreto per fare dei funghi fritti morbidi dentro e croccanti esternamente ma sopratutto asciutti e non zuppi d’olio è molto semplice purchè lo si conosca. Si affettano i funghi in fettine di circa due millimetri di spessore, si passano prima nella farina poi nell’uovo, sbattuto con un po’ di sale e un pizzico di prezzemolo tritato, e finalmente nel pangrattato. Così facendo, quando si buttano in padella per friggerli, la farina formerà una tonaca che impedirà all’olio di penetrare all’interno del fungo che essendo di sua natura spugnoso se ne impregnerebbe.

Funghi a funghetto


Autore: Eugenio

Ingredienti:

  • Funghi
  • olio
  • aglio
  • origano
  • sale

Affettate a fettine sottili le cappelle dei funghi porcini (i gambi potete farli fritti). In una casseruola scaldate un po' d'olio extravergine con uno spicchio d'aglio, unite i funghi e fate cuocere 7-8 minuti a fuoco vivo rimescolando spesso in modo che non si attacchino. Salate e insaporite con dell'origano, dopo un minuto togliete dal fuoco e serviteli come contorno.

Zucchini a funghetto


Autore: Eugenio

Ingredienti:

  • Zucchini
  • olio
  • aglio
  • origano
  • sale

Affettate a rondelle sottili degli zucchini (la varietà chiara è preferibile). In una casseruola scaldate un po' d'olio extravergine con uno spicchio d'aglio, unite gli zucchini e fate cuocere 7-8 minuti a fuoco vivo rimescolando spesso in modo che non si attacchino. Salate e insaporite con dell'origano, dopo un minuto togliete dal fuoco e serviteli come contorno.

lunedì 23 marzo 2009

Crostata di marmellata




Autore: Sofia

  • 250 gr. farina 00
  • 50 gr. fecola
  • 200 gr. burro
  • 100 gr. zucchero
  • 1 uovo
  • un pizzico di sale
  • una puntina di lievito
  • marmellata di albicocche casalinga




La sera prima ho impastato la farina e la fecola con il burro a pezzetti, il lievito e il sale. Ho aggiunto lo zucchero e l'uovo, ha fatto un panetto, l'ho avvolto nella pellicola e l'ho messo in frigorifero.
Al mattino ho steso la frolla aiutandomi con due fogli di carta forno e l'ho messa in una tortiera per crostate. Ho intiepidito della marmellata di albicocche fatta da me e l'ho messa sulla frolla. Dai ritagli di frolla ho fatto delle stelline con una formina e ho decorato la torta.
Ho infornato a forno caldo a 170° per circa 25/30 minuti, Si può usare qualsiasi altro gusto di marmellata.

venerdì 20 marzo 2009

Pane di grano duro




Autore: Germana

E' la prima volta che faccio il pane con solo la farina di grano duro...
A noi é piaciuto tantissimo, se qualcuno lo vuole provare? Ne vale la pena.
La ricetta é di Adriano

Ingredienti:
500 g farina di grano duro rimacinata
400 g acqua
8 g lievito fresco
11 g sale

Mescoliamo 250g di farina con 300g di acqua tiepida e 5g di lievito, copriamo. Aspettiamo che gonfi e si sieda leggermente (ci vorranno un paio d’ore), poi uniamo l’acqua rimanente in cui avremo sciolto il resto del lievito, e ¾ di farina. Montiamo la foglia ed avviamo a vel. 1. Uniamo subito il sale e poco dopo la rimanente farina. Dopo un paio di minuti aumentiamo a vel. 1,5 e lasciamo che incordi. Montiamo il gancio ed impastiamo a vel. 1,5 per una decina di minuti, rovesciando di tanto in tanto l’impasto su se stesso.
Alla fine dovrà presentarsi bene incordato, liscio e tendente al lucido.
Trasferiamo la massa in un contenitore a chiusura ermetica, e dopo 45’ mettiamo in frigo a 6 – 7° fino al giorno dopo (ca. 12 ore).
Tiriamo fuori dal frigo e lasciamo a temperatura ambiente un paio d’ore o fino a che non abbia ripreso la lievitazione. Rovesciamo sul tavolo infarinato, appiattiamo leggermente con le mani e diamo due piegature a tre.
Rovesciamo e copriamo a campana. Dopo 15’ formiamo a pagnotta tonda unicamente spostando la massa sul piano alternativamente con una mano per volta
oppure utilizzando la tecnica che più ci piace, ma senza stringere. Spolveriamo di farina, copriamo con pellicola ed accendiamo il forno a 250° con una refrattaria (o una teglia rovesciata), posizionata a 2/3 in basso.
Al raddoppio spolveriamo di farina, pratichiamo alcuni tagli, vaporizziamo abbondantemente ed inforniamo aiutandoci con una paletta. Vaporizziamo per 3 volte ogni tre minuti, aprendo il forno il minimo indispensabile, dopodiché riduciamo a 200° per 5’, poi a 180 per altri 5’. Riduciamo a 160° accendendo la ventola, se possibile, e mettiamo il forno in fessura per una decina di minuti, poi concludiamo a 120° per ancora una quindicina di minuti.
Sforniamo e lasciamo raffreddare in verticale.

martedì 17 marzo 2009

Salsa Genovese


Autore: Eugenio

Ingredienti:

  • 1 pugno di foglie di prezzemolo
  • 5 acciughe salate
  • 3 spicchi d'aglio
  • 150 gr. di pinoli
  • 50 gr. di capperi salati
  • 4 rossi d'uovo sodo
  • la mollica di due panini
  • 14 olive verdi di spagna
  • olio, aceto, sale

Mettete nel frullatore: le foglie di prezzemolo, le acciughe dissalate e private della lisca, l'aglio, i pinoli, i capperi sciacquati e scolati, i rossi d’uovo, la mollica di pane messa a bagno in una tazza d’aceto e ben strizzata, la polpa delle olive, un cucchiaino da caffè di sale, due bicchieri d’olio e un bicchiere d’aceto. Frullate tutto fino da ottenere una salsa omogenea. Questa salsa costituisce il condimento del cappon magro e con essa si condiscono anche cavolfiori, carni lesse o arrosto, pesci e stoccafisso bollito.

domenica 15 marzo 2009

Muffins di riso al cocco


Autore: Luca & Martina

Questa ricetta è una nostra variante, nata dalla voglia di utilizzare la crema di cocco che ci eravamo procurati curiosando nel fornitissimo supermercato di alimentari etnici a Brescia.
Per reperirla, curiosate anche voi nei negozi etnici della vostra zona. :)
Il risultato è sopraffino!

Ingredienti:

  • Crema di Cocco 160gr
  • Cocco secco grattugiato 2/3 cucchiai
  • Zucchero 200gr
  • Uova 2
  • Olio di semi 1 bicchiere
  • Lievito 1 bustina
  • Farina di riso 350gr
  • Burro per imburrare gli stampi

Sbattere le uova con lo zucchero. Aggiungere l'olio, la crema di cocco e il cocco grattugiato.

Setacciate la farina con il lievito e unitela all'impasto.

Imburrate circa 14 stampini, infarinateli e riempiteli lasciando la formina libera per un'altezza di un dito circa. Per chi avesse a disposizione gli stampini di carta per muffins, li può utilizzare direttamente senza bisogno di imburrarli.

Infornate nel forno già caldo a 170° per circa 20/25 minuti, tenete d'occhio la cottura guardando a che punto è la doratura dei muffins. Se non avere usato le formine di carta, toglierli quando sono ancora caldi, verranno via più facilmente.

Crostata amarene e ricotta



Autore: Germana

E' una crostata goduriosa, un po' calorica però ogni tanto si può trasgredire no; altrimenti come sarebbe monotona la vita!!!

Ingredienti crostata
500 g di farina 00
200 g di zucchero semolato
20 g di burro
2 uova intere
1 bustina di lievito
un pizzico di sale

Crema alla ricotta
500 g di ricotta
1 uovo
150 g di zucchero
2 cucchiai di Armagnac oppure lo sciroppo delle amarene
20 amarene sciroppate.

Ho setacciato la farina, tagliato il burro appena tolto dal frigo e sfregato con le mani insieme alla farina.Quando ho ottenuto lo sfarinato granuloso, ho fatto la fontana ho messo lo zucchero, le uova, il sale. Con una forchetta ho battuto questi elementi finché si sono ben amalgamati, poi li copro con la farina che c'é attorno e con la punta delle dita lavoro brevemente l'impasto e lascio riposare mezz'ora in frigo.(Questo é il metodo delle Simili).
Intanto preparo la crema di ricotta amalgamandola bene con lo zucchero, l'uovo e l'Armagnac o lo sciroppo.Ho aggiunto le amarene. Non ne ho messe molte perché si rischia che la crema diventi stucchevole.
Ho steso i 2/3 dell'impasto in una tortiera di cm 26 di diametro, ricoperto con la crema, e con ll terzo della pasta rimasto ho fatto la griglia.
Infornato a 170° per 40 minuti circa.

Gnocchi Sbatùi



Autore: Martina

Gli gnocchi sbatùi (letteralmente "sbattuti") sono un piatto tipico delle montagne intorno alla Valpolicella (zona di Verona). Questi gnocchi sono conosciuti anche come gnocchi di malga, appunto per la loro provenienza. E' un piatto poverissimo, gli ingredienti sono infatti solo farina e acqua.
Grazie a questa sua caratteristica lo definiremo un piatto "d'emergenza", infatti se capita a casa l'ospite inaspettato e non si ha un granchè in frigo si può sempre preparare questi gnocchi nel giro di una ventina di minuti. Attenzione però: se gli ospiti sono numerosi rischiereste di non mangiare voi che li cucinate: il metodo di cottura è particolare e prevede che le quantità da preparare siano limitate.
Particolare attenzione va riservata alla scelta del burro da usare, se avete la fortuna di conoscere qualcuno che lo produce in maniera artigianale preferitelo a quello industriale.

Ingredienti per 4 persone:

  • Farina 00 200gr
  • Acqua 200gr
  • Burro 120gr ca.
  • Grana Padano grattugiato due manciate abbondanti (unico ingrediente salato!)

Setacciate la farina e unitela all'acqua. Mescolate in modo da ottenere un composto omogeneo e con la consistenza che vedete nel video.


video

Mettete sul fuoco l'acqua per la cottura. ATTENZIONE: l'acqua non va salata, se la salate l'impasto si divide e il gnocco non si forma.

Sarebbe utile avere una pentola molto alta e abbastanza stretta, misure che favoriscono la buona riuscita in forma del gnocco.

Quando l'acqua raggiunge il pieno bollore con un cucchiaino prendere un po' di impasto e tuffarlo nell'acqua, come si vede nel video. Cuocere gli gnocchi in piccole quantità e toglierli dall'acqua man mano che vengono a galla.


video

Fate intanto annerire il burro e mettete da parte il grana.

Scolateli man mano con la schiumarola e adagiateli in una terrina, versatevi il burro e il grana formando degli strati (in modo che non si attacchino) finchè non avrete finito l'impasto.

Va notato che l'unico ingrediente salato è il formaggio, io di solito ne uso un paio di abbondanti manciate, ma va a gusti quindi sperimentate.

Il piatto va servito caldissimo e vi consiglio un vino rosso corposo da abbinare, magari un bel valpolicella classico :)

mercoledì 11 marzo 2009

SCHIACCIATA INTEGRALE DI MELE







Autore: Mirella



...dall'ultimo numero della rivista Light

Ingredienti:
  • 4 mele biologiche rosse

  • 140 gr di farina integrale

  • 70 gr di farina 00

  • 130 gr di zucchero di canna

  • 1 uovo

  • 150 ml di latte scremato

  • 1 bustina di lievito per dolci

  • 2 cucchiai di alchermes

  • 10 gr di burro per lo stampo

  • farina per lo stampo

205 kcal a porzione.

Questi che ho appena scritto sono gli ingredienti della ricetta originale ...io ho apportato solo una leggerissima modifica, che riguarda l'alchermes ..che non avevo in casa e quindi non ho usato.

Procediamo:

Ho sbucciato le mele, le ho affettate sottili e le ho disposte in una terrina con succo di limone, un cucchiaio di zucchero di canna (dal totale) e un cucchiaio di cannella..qui la ricetta diceva di fare a fette le mele non sbucciate e di bagnarle con alchermes.

In una terrina ho montato a lungo con le fruste l'uovo con 90 gr di zucchero.

Ho setacciato nel composto le due farine e il lievito e ho versato il latte poco per volta continuando a montare con le fruste.

Ho unito all'impasto 2/3 delle mele affettate ( ...e ho aggiunto nel mio caso il sughetto che si era formato) e ho mescolato delicatamente.

Ho imburrato e infarinato uno stampo di 26 cm di diametro ( oppure carta forno ) e ho versato dentro l'impasto, distribuendo sulla superficie le fettine di mele rimaste.

Infine ho spolverizzato con lo zucchero di canna rimasto...e io ancora un cucchiaio di cannella.

Ho infornato in forno caldo a 180° per 40 minuti.

..da non crederci!! Proprio buona!!!!

martedì 10 marzo 2009

KOULOURAKIA CON AMMONIACA



Autore: Sofia

I koulourakia sono i più classici biscotti greci.
Si possono fare in casa, li fanno i pasticcieri e li fanno anche i fornai. Si mangiano in qualsiasi ora del giorno e sono indispensabili a Pasqua. Ce ne sono di molti tipi, più o meno magri, con burro oppure con olio, con molte uova o con poche uova e aromatizzati in vari modi. Si possono fare con il lievito chimico, con il bicarbonato oppure con l’ammoniaca.


Cominciamo con i più classici, quelli con l’ammoniaca per dolci.

KOULOURAKIA CON L’AMMONIACA di Sofia

500 gr. di farina
un pizzico di sale
2 uova + 1 per spennellare
225 gr. di zucchero
125 gr. di burro ammorbidito
125 gr. di latte
1 vanillina
½ cucchiaio di ammoniaca per dolci

Montare molto bene le uova con lo zucchero, aggiungere il burro, il latte nel quale avete sciolto l'ammoniaca, la vanillina e aggiungere a poco a poco la farina.
Impastare bene fino a quando l’impasto si stacca dalle mani.
Formare dei cordoncini con l’impasto e formare i biscotti in varie forme. Per esempio prendere un pezzo di cordoncino, piegarlo a metà e intrecciarlo. Spennellarli con l'uovo sbattuto.
Appoggiare i biscotti ben distanziati su una teglia ricoperta di carta forno. Infornare a forno caldo a temperatura media per circa 16-18 minuti. Il tempo esatto dipende dallo spessore dei biscotti e
dal vostro forno. Devono diventare dorati, ma non scuri.
Si mantengono per diversi giorni se tenuti chiusi in una scatola di latta.

lunedì 9 marzo 2009

La Fantina



Autore: Germana

Questo é il dolce pasquale di casa mia. Però se si toglie l'uovo, simbolo della Pasqua si può mangiare tutto l'anno.

Ingredienti:

Per l'impasto:
25 g di lievito di birra (200g di lievito madre)
100 g. di zucchero
500 g. di farina manitoba
1 uovo intero
1 tuorlo
200 g di burro
1 dl di latte tiepido
1 bustina di vaniglia
Scorza di limone grattugiata


Copertura
Uovo crudo-latte- zucchero in granelli


Incominciate verso le 20, impastate 60 g di farina con il lievito sciolto in un dito d’acqua tiepida e formate un bel panetto che metterete a lievitare in una ciotola coperta.
Quando il panetto sarà raddoppiato di volume, toglietelo dalla ciotola e metteteci 440 g di farina, 1 uovo intero ed un tuorlo, 100 g di burro a temperatura ambiente, lo zucchero, il panetto lievitato, la scorza del limone, il sale, il latte, la vaniglia ed impastate tutti gli ingredienti.
Lavorate molto bene la pasta con le mani o nell’impastatrice e quando è bella incordata, rimetterla nel contenitore a far lievitare tutta la notte nel frigorifero.
Al mattino togliete dal frigo i restanti 100 g di burro, quando è morbido aggiungetelo a pezzetti all’impasto e lavorandolo ancora un po’.
Tagliate l’impasto in 3 filoni uguali (non senza prima di aver tolto un po’ di pasta che servirà a fermare l’uovo crudo) e formate la treccia, al centro mettete l’uovo e fermate incrociando i 2 filoncini spessi come un dito, sullo stesso.
Ponete di nuovo a lievitare fintanto che raddoppia il volume.
Lucidate la superficie con un uovo sbattuto con un po’ di latte e cospargere con granelli di zucchero.
Cuocete a 170/180° per 40-45 minuti


venerdì 6 marzo 2009

MAGHIRITZA - MINESTRA PASQUALE


Autore: Sofia

MAGHIRITZA di Sofia
Minestra Pasquale

Questa è la minestra che più di ogni altra rappresenta la Grecia e le sua tradizioni, E’ la minestra pasquale per eccellenza, quella che si prepara in tutte le case e che ogni greco conosce fin da bambino.
Per i Greci, ferventi cristiani, la Pasqua è la più importante festività religiosa e osservano ancora
oggi i precetti quaresimali e i riti della Settimana Santa, che culminano con la Messa Pasquale la sera del sabato. Si ritorna dalla Messa con la candela pasquale accesa con la quale si fa un segno di croce sull’uscio di casa.
A questo punto ci si mette a tavola e si mangia la maghiritza. Questa calda minestra è una toccasana dopo le rinuncie alimentari della Settimana Santa e prepara lo stomaco alla grande abbuffata culinaria della domenica di Pasqua.
La maghiritza si prepara con le frattaglie e gli intestini dell’agnello, che sarà il protagonista del pranzo di Pasqua. Sin dagli albori del cristianesimo i riti e i sacrifici pagani si sono fusi con i riti dei
primi cristiani.

Ingredienti:
Le frattaglie e le interiora di un agnello
5/6 grossi cipollotti freschi
2 limoni
½ tazzina da caffè di riso
1 mazzetto di aneto fresco
olio – burro – sale e pepe

Pulire e lavare molto bene le frattaglie dell’agnello.
Lavare molto bene le interiora, tagliarle lunghe come spaghetti e rigirarli aiutandosi con un bastoncino, o meglio con un uncinetto, rilavarle ancora e passarle con sale e limone per sbiancarle. Mettere le frattaglie e le interiora in una pentola con l’acqua, portarli a bollore e schiumare bene. Spegnere il fuoco. Toglierli dall’acqua e tagliare tutto a pazzettini minuscoli.
Tagliare a fettine sottili i cipollotti e farli appassire in una capiente casseruola con olio e burro. Aggiungere le frattaglie e gli intestini tagliati e farli insaporire nel condimento. Infine aggiungere l’acqua filtrata della prima bollitura delle frattaglie, aggiustate di sale e pepe e fate bollire fino a cottura. A questo punto aggiungete mezza tazzina di riso lavato, aggiustate ancora se ce ne fosse bisogno, con altro olio o acqua e finite di cuocere. Nel frattempo preparate l’avgolemono sbattendo in una ciotola due uova con il succo di un limone.
Quando la maghiritza sarà cotta prelevate dalla casseruola del brodo con un mestolo e aggiungetelo alle uova della ciotola sbattendo sempre per non farlo impazzire.
Rimettete nella casseruola il contenuto della ciotola e chiudete con il coperchio. Servitela calda dopo pochi minuti di attesa per permettere all’avgolemono di dare corpo alla minestra.

Nota. Se non avete le interiora (budello) dell’agnello, o se non le volete mettere, potete ugualmente fare la maghititza solo con le frattaglie (fegato, cuore, polmone etc), eventualmente arricchendola con il brodo della testina dell’agnello bollita.

PESCE BOLLITO IN ZUPPA CON VERDURE


Autore: Sofia

PESCE BOLLITO IN ZUPPA CON VERDURE di Sofia

1 o 2 pesci grossi freschi (tipo gallinella, scorfano etc.)
2 cipolle
2 pomodori freschi (facoltativi)
1 mazzetto di prezzemolo
5-6 carote
½ kg. di zucchine
½ kg. di patate
½ bicchierino d’olio e.v.
sale – pepe
limone
riso (facoltativo)
2 uova (facoltative)

Questo pesce bollito, o meglio questa zuppa di pesce, è un piatto tipico di “magro” del periodo quaresimale, oppure per quando semplicemente si vuole, o si deve, mangiare del cibo appetitoso e nello stesso tempo leggero.
In una grossa pignatta cominciare a cuocere tutte le verdure in acqua salata estraendole quando saranno cotte.
Nel frattempo pulire e lavare molto bene i pesci salandoli internamente.
Aggiungere nel brodo della pignatta l’olio e i pesci e portarli a cottura. Estrarli dopo cotti.
Tenere i pesci al caldo con metà delle verdure bollite. L’altra metà delle verdure passarle al passatutto e ributtarle nel brodo filtrato.
Rimettere sul fuoco la pignatta, fare riprendere il bollore aggiustando il brodo di sale.
Se vogliamo una zuppa più spessa aggiungere del riso e farlo bollire nel brodo.
La zuppa ottenuta si condisce con del limone spremuto, oppure aggiungendo a fine cottura l’avgolemono, cioè un paio di uova sbattute con il succo di un limone.
Per servirlo si portano a tavola la zuppiera con la zuppa e, a parte, i pesci con il contorno delle verdure bollite.
Condire i pesci e le verdure con olio e limone.

POLPETTE DI POLPO


Autore: Sofia

POLPETTE DI POLPO di Sofia

1 polpo fresco oppure surgelato
2 tazze di mollica di pane
½ bicchierino di vino rosso
2 cucchiai di aceto
2 cipolle tritate finissime
1 cucchiaio di origano
poco sale
farina
pepe nero macinato fresco
olio per friggere di semi di arachide, ma per un
risultato migliore, olio e.v.

Lo sapevate che si possono fare le polpettine di polpo?
Sono di origine cretese e possono essere un appetitosa variante per un antipasto di pesce, oppure, infilzate in lunghi stecchini, fare parte dei moderni finger food che accompagnano gli aperitivi.
Pulire molto bene il polpo oppure fatelo fare dal vostro pescivendolo. Lavatelo bene. Se è fresco mettetelo in congelatore per qualche giorno. Al momento di cucinarlo toglietelo dal freezer e quando non è ancora del tutto scongelato passatelo nel macinacarne. Ponetelo in un colino e lasciatelo scolare bene tutta la sua umidità. Poi asciugatelo ancora con un panno pulito. Nel frattempo inumidite la mollica di pane con il vino e l’aceto, strizzatela molto bene, e cercate anche di asciugarla.
In una ciotola lavorate bene il trito di polpo, il pane strizzato aggiungendo un pochino di sale, l’origano, le cipolle e il pepe. Se il vostro impasto fose troppo morbido aiutatevi con un cucchiaio di farina.
Formate delle polpettine rotonde, infarinatele e friggetele in olio bollente.
Vi consiglio di preparare le polpettine infarinate in anticipo e farle riposare in frigorifero per qualche ora prima di friggerle.
Si mangiano calde, ma sono ottime anche a temperatura ambiente.

giovedì 5 marzo 2009

FOCACCIA CON LA SALVIA







Autore: Mirella

Ingredienti:

  • 200 gr farina 0
  • 100 gr farina manitoba
  • 1/2 cubetto di lievito di birra fresco
  • 1/2 bicchiere di latte tiepido
  • sale
  • malto
  • acqua tiepida
  • olio evo
  • 1 manciata di foglie di salvia
  • 1 rametto di rosmarino

Dopo la focaccia genovese e la focaccia al formaggio, ecco la focaccia con la salvia come la preparo io a casa mia ...ogni ligure ha la sua ricetta!

Allora procediamo:

Tengo a temperatura ambiente almeno per mezz'ora il lievito di birra e il latte.

Sciolgo il 1/2 cubetto di lievito nel latte dove ho già aggiunto un cucchiaino di malto (oppure zucchero) e lascio a riposo una quindicina di minuti...il lievito produrrà una bella schiumetta.

Setaccio i due tipi di farina.

Faccio la fontana e unisco il lievito sciolto e l'olio.

Cominicio ad impastare energicamente e aggiungo poco per volta acqua tiepida quanto basta per ottenere una massa bella elastica e liscia ...solo a questo punto aggiungo il sale, cioè "lontano" dal lievito.

Continuo ad impastare bene...almeno 15 minuti. Chi ha la macchina del pane..bè beato lei/lui!!!

Metto la palla di pasta in una grossa ciotola infarinata, pratico una incisione a x che facilita la lievitazione e copro il tutto con un canovaccio.

Lascio lievitare un paio d'ore in un ambiente caldo e lontano da correnti d'aria ...io utilizzo a questo scopo il forno spento dove metto per qualche minuto un pentolino di acqua calda. Questo è il momento secondo me più importante per la realizzazione della focaccia ...e in generale per pane e pizze....l'ambiente deve essere CALDO, non ci devono essere correnti d'aria...la pasta va "coccolata" al caldo...io copro la ciotola anche con una vecchia copertina di lana!

Nel frattempo trito molto bene le foglie di salvia e gli aghi di rosmarino.

Quando la pasta è ben lievitata, impasto nuovamente unendo il trito di erbe.

Riformo una palla e lascio ancora lievitare un'oretta.

Trascorso questo tempo, stendo la pasta nella teglia ben oliata, aiutandomi con i polpastrelli e procedendo delicatamente senza sgonfiarla del tutto.

Terza lievitazione: lascio lievitare ancora 1/2 ora, un'ora.

Pratico con i polpastrelli le caratteristiche "fossette" e cospargo con del sale grosso....dentro un barattolino miscelo bene 2 cucchiai d'olio evo e 2 cucchiai di acqua e con questa emulsione bagno bene l'intera superficie.

Inforno in forno preriscaldato a 200° per 20'/25' circa...controllare a vista!

Il risultato deve essere dorato, morbido all'interno e croccante all'esterno.

Appena sfornata occorrerebbe oliare ulteriormente la focaccia....io evito!!

mercoledì 4 marzo 2009

Lattughe ripiene in brodo


Autore: Eugenio

E’ questo il primo piatto del pranzo pasquale genovese e ogni famiglia aveva la propria ricetta. Come al solito riporto come le preparavano in casa mia ma prima vi do il menù completo del pranzo di pasqua.
  • Lattughe ripiene col brodo della cima
  • Agnello al forno
  • Torta pasqualina
  • Insalata verde con le uova sode
  • Colomba pasquale

Il giorno appresso si usava andare a mangiare sui prati e si portava le costine d’agnello fritte, la cima fritta, la torta pasqualina e la colomba.

Ma torniamo alle lattughe ripiene. Si tratta di un piatto molto antico, quindi è possibile usare ingredienti più moderni sostituendo ad esempio la tettina con del prosciutto cotto grasso e magro. Calcolate due lattughe a persona, togliete le foglie esterne più dure e fatele bollire due o tre minuti, cioè quel tanto che basti a far perdere la loro croccantezza in modo da poterle poi lavorare. Mettetele allargate e “a faccia in giù” su un tagliere in discesa in modo che diano tutta l’acqua.
Intanto fate rosolare, in una casseruola con del burro, del magro di vitella, della tettina pure di vitella, degli schienali e delle animelle di agnello. Tritate tutto al tritacarne; aggiungete una cervella di agnello pure rosolata, della maggiorana tritata finissima, delle uova (mezzo per lattuga), un pizzico di noce moscata, sale, parmigiano grattugiato e mescolate bene.
Mettete al centro di ogni lattuga due cucchiai di ripieno, richiudetele piegando verso il centro le foglie (quelle di destra, quelle di sinistra, quelle davanti e quelle di dietro). Legatele con poco filo bianco e fatele cuocere per circa un quarto d’ora in un buon brodo di carne. Servitele nel loro brodo mettendo su ogni lattuga un cucchiaio di sugo di carne.

AGNELLO


Autore: germy

3 ricettine per cucinare l'agnello

AGNELLO

…..con piselli e uova

Affettare una grossa cipolla e farla stufare con l'olio e 2 cucchiai d' acqua. Quando l'acqua è evaporata aggiungere l'agnello a pezzi, rosolare per sigillare la carne e spruzzare di vino bianco e far evaporare. Unire i piselli (anche surgelati) q.b. e far rosolare. Coprire con acqua, un cubetto di dado sbriciolato (se lo usate altrimenti salare) e pepe. Quando tutto è cotto prendere 1 uova a persona + 1, sbatterle con il formaggio pecorino grattugiato, il prezzemolo tritato e un po' di pepe. Versare il composto sull'agnello e far rapprendere. Servire ben caldo

.....con aceto

Tritare sedano, prezzemolo, carota e cipolla. Mettere a freddo in una padella : trito, agnello a pezzi, olio q.b. , mezzo bicchiere di aceto bianco, mezzo bicchiere di acqua tiepida e salare. Far cuocere 1 ora.

........con patate

Prendere una teglia e mettere sul fondo 2 cucchiaiate d'olio e 2 spicchi di aglio spellati e schiacciati. Affettare delle patate per la lunghezza e fare uno strato nella teglia. Aggiungere formaggio pecorino (o parmigiano) grattugiato e 2 cucchiai di pelati schiacciati. Adagiare i pezzi di agnello sulle patate, sopra l'agnello fare un altro strato di patate, 2 cucchiai di pelati schiacciati, altro formaggio, del prezzemolo tritato e salare. Aggiungere un poco di acqua e mettere in forno a 180° finché cotto.

martedì 3 marzo 2009

Focaccia al formaggio (Specialità di Recco)


Autore: Eugenio
Foto: Mirella

Ingredienti per l’impasto:

  • Farina Manitoba 500 gr.
  • Acqua 200 gr.
  • Olio 60 gr.

Altri ingredienti:

  • Stracchino
  • Olio
  • Sale

Si tratta di una specialità di Recco e come per la farinata anche per la focaccia col formaggio servirebbe un bel forno a legna. Comunque riesce bene anche nel forno di casa avendo l’avvertenza di farla cuocere nel ripiano più in alto. Preparate un impasto liscio, morbido ed elastico con la farina l’acqua e l’olio. Non mettete sale nell’impasto in modo che resti più morbido ed elastico. Dividete l’impasto in due palle, mettetelo in un recipiente che sigillerete con la pellicola trasparente e lasciatelo riposare almeno tre ore. Intanto mettete della crescenza (un particolare tipo di stracchino), fatta a pezzetti, a bagno nel latte e tenetela in un luogo fresco fino al momento di servirvene. Sulla madia infarinata stendete col mattarello una delle due palle formando una sfoglia e poi, appoggiandola sulle mani chiuse a pugno e leggermente unte, assottigliatela allo spessore di circa un millimetro. Ungete un testo di quelli che si usano per la farinata (cioè molto basso di bordi) e stendetevi la sfoglia in modo che debordi di 3 centimetri tutto intorno; disponete sopra alla sfoglia i pezzetti di crescenza ben bagnati di latte e coprite con un’altra sfoglia fatta allo stesso modo della prima. Servendovi delle mani, lacerate quest’ultima sfoglia in più punti; aiutandovi col matterello che passerete sul bordo del testo togliete la sfoglia che deborda. Irrorate con un filo d’olio e spolverizzate di sale fino; mettete in forno già caldo a 230 gradi per circa 20 minuti. Dev’essere servita caldissima.

lunedì 2 marzo 2009

Cima alla genovese


Autore: Eugenio
Foto: Mirella

Ingredienti:

  • tasca di carne per una cima di otto uova
  • 50 gr. burro
  • due cipolle
  • 50 gr. pinoli
  • 200 gr. animelle di agnello o di vitella
  • 4 cucchiai vino bianco
  • 100 gr. cervella
  • 8 uova
  • maggiorana
  • prezzemolo
  • una mollica di pane
  • mezzo bicchiere di latte
  • due manciate di parmigiano grattugiato
  • 40 grammi di fistechi (cioè pistacchi verdi)
  • 200 grammi di piselli sgranati e scottati
  • mezza noce moscata grattugiata
  • una carota
  • una gamba di sedano
  • uno spicchio d’aglio
  • Sale, pepe

La base per fare la cima è un pezzo della cosiddetta copertina cioè la parte più esterna della pancia del vitellone e i macellai di Genova ve la preparano della misura richiesta in base al numero di uova che intendete usare per il ripieno. Le dosi che sto per darvi sono per una cima di otto uova. Il macellaio ve la preparerà già chiusa su tre lati. In una capace casseruola fate soffriggere nel burro un trito di una cipolla e prezzemolo; quando la cipolla sarà imbiondita aggiungete i pinoli e le animelle, fatele rosolare a fuoco vivo per un paio di minuti, salatele e spruzzatele col vino bianco; fate evaporare e aggiungete la cervella e cuocete rimestando ancora un minuto. Ritirate la casseruola dal fuoco e aggiungete le uova battute, un po’ di maggiorana ben tritata, la mollica di pane bagnata nel latte e ben strizzata, il parmigiano, i fistechi, i piselli, la noce moscata, sale e poco pepe. Amalgamate bene tutti questi ingredienti, rimettete la casseruola al fuoco per una ventina di secondi in maniera da addensare un pochino questo composto. Con esso riempirete la tasca preparata dal macellaio con l’avvertenza di lasciarne uno spazio vuoto di circa metà. Chiudere la cima cucendola ben stretta con ago e filo bianco. Fatela cuocere per un’ora e tre quarti in abbondante acqua salata in cui avrete messo una cipolla, una carota, una gamba di sedano e uno spicchio d’aglio. Durante la cottura punzecchiate ogni tanto con un ago da calze in modo da far uscire l’aria che altrimenti la farebbe scoppiare; badate bene di non usare una forchetta che, producendo quattro fori in fila, lacererebbe la carne. Una volta cotta mettetela per diverse ore in carreghoeia cioè fra due piatti e sotto un peso di due o tre chili. Servitela fredda tagliata a fettine. E’ ottima anche impanata e fritta.

domenica 1 marzo 2009

TORTA ALLE NOCCIOLE E MANDORLE


Autore: Sofia

TORTA ALLE NOCCIOLE E MANDORLE di Sofia

  • 6 uova
  • 250 gr. di burro
  • 300 gr. di cioccolato fondente
  • 200 gr. di zucchero
  • 150 gr. di nocciole tostate tritate fini
  • 150 gr. di mandorle pelate tritate fini
  • 1 bustina di vanillina
  • 1 cucchiaino di lievito




Questa è una torta nata per caso. Dovevo preparare un dolce all'ultimo momento da portare via e ho utilizzato quello che c'era in dispensa. Gli amici l'hanno finita in un attimo e allora ve la propongo.
Sciogliere il cioccolato con il burro a bagno maria o al microonde.
Montare molto bene con le fruste elettriche o con la planetaria le uova con lo zucchero. Aggiungere il burro con il cioccolato fusi, le nocciole e le mandorle, le bustina di vanillina e il cucchiaino di lievito.
Foderare con la carta forno una tortiera da 26 cm. con la cerniera apribile, oppure imburrarla e infarinarla.
Mettere l'impasto nella tortiera e infornare a forno caldo a 200 gradi per 10 minuti, abbassare il forno a 170 gradi e cuocere per altri 45 minuti circa, dipenderà dal vostro forno.
Cospargere di zucchero a velo prima di servire.

Torta Pasqualina


Autore: Eugenio

Ingredienti per la pasta:

  • un chilo di farina
  • un bicchiere di olio di oliva
  • due cucchiaini di sale
  • acqua sufficiente ad ottenere
    un impasto elastico e morbido
altri ingredienti:
  • 12 carciofi
  • 1 limone
  • Olio extravergine
  • 4 etti di ricotta
  • 18 uova
  • Aglio
  • Maggiorana
  • Sale
Questa torta salata deve il suo nome alla tradizione che la vuole obbligatoriamente nel menù del pranzo pasquale. La sua preparazione è lunga e laboriosa ma il risultato merita tanta fatica. Se volete prepararla come si fa in casa mia, procedete nella seguente maniera: Impastate la farina, il sale, l'olio di oliva e l'acqua e, fatto che sia, lasciatelo riposare coperto con una salvietta umida; togliete le foglie esterne ai carciofi, tagliate le punte, dividete in due ogni carciofo, privatelo della barba interna e mettetelo a bagno in un recipiente pieno d’acqua in cui avrete spremuto il limone. Fate scaldare un po’ d’olio in una casseruola e mettevi a cuocere a fuoco moderato i suddetti carciofi che avrete fatto a fettine di circa due millimetri di spessore. Cotti che siano, lasciateli raffreddare un pochino e aggiungete poi nella medesima casseruola: la ricotta, 6 uova, un pochino di aglio e maggiorana tritati, il giusto sale. Rimescolate bene in modo da amalgamare tutti gli ingredienti. Dividete la pasta preparata in 33 pezzettini a cui darete la forma di una pallina rotonda. Ognuna di queste palline la spianerete con le mani e poi, dopo esservi unti con olio i dorsi delle mani, la tirerete in sfoglia sottilissima operando con le mani chiuse a pugno su cui appoggerete le sfoglie, ma bisognerebbe vedere. Con le prime otto o nove sfoglie foderate un tegame rotondo in modo che le sfoglie superino il bordo del tegame di circa tre centimetri tutt’in torno. Riempite ora il tegame con l’impasto di carciofi e fate tutto in circolo delle fossettine e in ognuna di esse ponete un uovo. Procedete poi a tirare le sfoglie ad una ad una e con esse coprite il tegame avendo cura che la sfoglia superi il bordo di circa tre – quattro centimetri. Prima di sovrapporre una nuova sfoglia ungete la sfoglia sottostante per mezzo di una piuma intinta nell’olio. Quando avrete finito con le sfoglie, soffierete all’interno in modo da gonfiarle e, perché l’aria non abbia da uscire, sigillate rigirando la pasta che sopravanza il bordo in modo da formare un cordone di pasta tutto intorno al tegame. Ponete nel forno già caldo e lasciate cuocere a 170 gradi per 80 minuti. La preparerete al Sabato pomeriggio per consumarla alla Domenica a mezzogiorno senza metterla in frigorifero. Il numero delle sfoglie sta a ricordare gli anni di Gesù e queste 33 sfoglie erano chiamate dalle nostre nonne le 33 bellezze. Se proprio non ve la sentite di assoggettarvi a tanta fatica, potrete ridurre il numero delle sfoglie e potrete stenderle con la macchinetta con la gradazione più sottile tirandole poi ancora un pochino con le mani. Vi prevengo però che il risultato non sarà lo stesso.

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