Le nostre ricette: novembre 2008

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venerdì 28 novembre 2008

Galantina di Pollo


Autore: germy

Gr. 500 Petto pollo tagliato a cubetti e marinato per una notte
intera nel marsala secco.
Gr. 100 Mortadella a cubetti
Gr. 100 Prosciutto cotto a cubi.
Gr. 300 Macinato di vitello.
Gr. 50 Parmigiano grattugiato.
No. 20 Pistacchi.
No. 1 Uovo intero.
No. 1 Tuorlo.
Sale – pepe – noce moscata.

Togliere il petto di pollo dalla marinata e mescolarlo bene alle carni, prosciutto e mortadella inclusi. Bagnare ancora con un pochino di marsala. Aggiungere il parmigiano, i pistacchi, l’uovo e il tuorlo, la noce moscata. Salare e pepare. Mescolare bene. Mettere il composto in un contenitore cilindrico (per ex. lattina vuota dell’olio di semi rivestita di carta d’argento). Pressare bene e battere sul tavolo per farlo assestare. Chiudere l’apertura con pellicola sigillando bene. Cuocere immerso nell’acqua per un’ora e mezza.
Far raffreddare un poco poi sfilare dal contenitore.
Servire la galantina tagliata a fette, su un lettino di insalatina condita con olio e limone e chicchi di melograno. Irrorare con poco olio.

Ricetta di Anna Moroni

Cestini di parmigiano


Autore: germy

Ingredienti:

  • Gr. 120 Parmigiano o grana padano

Grattugiare il parmigiano. Scaldare un padellino antiaderente (magari quello che si usa per le crepes). Spolverizzare il fondo con 3 cucchiaiate di parmigiano formando un velo uniforme. Far fondere su un fuoco medio. Girare e lasciare circa 30 secondi. Non togliere dal padellino quando troppo caldo ma non aspettate troppo. Appoggiare su una coppetta tipo macedonia capovolta (in modo che la crepe di formaggio raffreddandosi assuma la forma di un cestino). Far raffreddare. Capovolgere

Risotto allo Champagne


Autore: germy

Ingredienti: (per 4 persone)

Gr. 50 Burro
No. 1 Scalogno
Gr. 350 Riso Carnaroli
Ml. 500 Champagne o Spumante brut italiano
Lt. 1 Brodo di verdura (magari non lo userete tutto)
sale, parmigiano, panna (facoltativa)

Procedimento

Rosolare lo scalogno tritato fine finchè diventa trasparente. Unire il riso e far tostare come di consuetudine. Versare un bicchiere di Champagne e far evaporare. Portare a cottura il riso versando alternativamente il brodo e lo Champagne (o Spumante brut italiano - ce ne sono di ottimi). Salare. Mantecare a fuoco spento con burro o panna e parmigiano. Si può servire in cestini di parmigiano.

giovedì 27 novembre 2008

Involtini di pesce spada con salsa di zafferano



Autore: Eugenio

Ingredienti:


  • pesce spada affumicato

  • acciuga salata

  • capperi sotto sale

  • mollica di pan carré

  • prezzemolo

  • basilico

  • rucola

  • olio

  • aglio

  • farina

  • brodo di pesce

Trito con la mezzaluna o nel robot: prezzemolo,basilico, rucola, acciuga, capperi sciacquati, mollica di pane, olio e aglio. Devo ottenere un impasto un po' granuloso e non una crema. Lo involgo nelle fettine di pesce spada e lo servo con una besciamèlle molto fluida preparata con un cucchiaio di farina, una noce di burro e del brodo di pesce in cui sia stato sciolto dello zafferano.

Melting Moments


Autore: germy

Ingredienti:

  • Gr. 100 Burro ammorbidito
  • Gr. 75 Zucchero
  • No. 1 Uovo leggermente sbattuto
  • Gr. 150 Farina 00
  • Gr. 10 Lievito per dolci
  • Un pizzico di sale
  • No. 8 Ciliegine candite tagliate a metà.

Con questa dose si otterranno 16 biscotti

Montare a crema il burro e lo zucchero finchè si ottiene un composto morbido e spumoso. Aggiungere poco per volta l'uovo, poi la farina, il lievito e il sale. Impastare delicatamente in modo da ottenere una pasta liscia e soffice. Formare 16 palline uguali e porle ben distanziate su una placca da forno rivestita di carta vegetale. Appiattire leggermente le palline e porre al centro le ciliegine candite tagliate a metà. Cuocere in forno preriscaldato a 180° per 15 minuti. Lasciar raffreddare 5 minuti prima di rimuoverli dalla placca.

martedì 25 novembre 2008

I Marubini



Autore: Germana

Questo é il piatto che a Natale, sulle tavole cremonesi non deve mancare mai.


Ingredienti:

Pasta:

250 g di farina di grano tenero

250g di farina di grano duro

4 uova intere da 80 g

30/40 g olio d’oliva

Ripieno:

500g di carne bovina magra unita a cipolla, sedano, carota + 250 g circa di vino rosso corposo con cui preparare il brasato

300 g di carne di vitello arrostita al forno profumata alla salvia e al rosmarino

300 g di carne di maiale, (lonza) cotta e insaporita con alcune spruzzate di vino bianco secco

300g di grana padano

3 uova intere

Pane grattugiato, sale e noce moscata.

Con la pasta tirata sottilissima formare i marubini: tagliare dei quadrati di sfoglia di circa 8 cm di lato, deporvi al centro un poco di ripieno e ripiegare . I Marubini devono essere rigorosamente cotti nel brodo ottenuto da un bollito di tre tipi di carne: manzo, vitello e gallina ripiena, verdure consuete.

giovedì 20 novembre 2008

Caramellati



Quella riprodotta nella foto è la ricetta originale di mia bisnonna per preparare i caramellati. Si tratta di bonbons tipici genovesi che sono consumati in special modo durante le feste natalizie.
Non voglio modificare minimamente questa ricetta e pertanto mi limito a trascriverla tale e quale. Aggiungo solamente che chi volesse farli in modo molto più rapido potrebbe acquistare la pasta di mandorle già pronta. Avverto però che per me vi è un fascino particolare nel prepararli nel modo tradizionale e un piacere enorme nel poter dire, al momento di goderne, li ho preparati con la ricetta originale di due secoli fa. Notate a margine l’indicazione di dove si potevano acquistare i colori per alimenti e i cartoncini per deporvi uno a uno i caramellati; per questi ultimi l’indicazione rimanda alla cartoleria di Carlo Tellarini di via S. Luca 10 la quale successivamente si trasformò in merceria fornitissima per poi cessare l’attività una ventina di anni or sono.

Caramellati
Mandorle dolci ½ chilo
Colori per dolci 40 centesimi
Noci – datteri
Cremor di tartaro
Un limone
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Si mettono le mandorle in acqua bollente per sbucciarle.
Ad ogni cucchiaiata di mandorle si mescola un cucchiaino di zucchero.
Si passano le mandorle collo zucchero nel tritacarne colla lastra senza lame in modo che esca come una pasta.
Si aggiunge alla pasta un chiaro d’uovo montato e si rimescola bene colle mani.
Si può colorare la pasta mettendo un pizzico di colore in un litro d’acqua; e di questa si mescola uno o due cucchiai nella pasta. Con tale pasta si riempiono i datteri, si mette fra i garigli delle noci o se ne formano dadi, pallottole, ◊ losanghe.
===
Per preparare il caramello, mettere in casseruola di rame o di smalto, 6 cucchiai di zucchero, il succo di mezzo limone, un cucchiaio d’acqua e mezzo cucchiaino di cremor di tartaro. Si mette a fuoco lento, rimestando e togliendo la schiuma. Per provare se è fatto a dovere, se ne lascia cadere una goccia su d’un piatto: se resta in forma di pallina che indurisca e si stacchi, è pronto; se no aggiungere un po’ di cremor tartaro.
Si lascia sempre sul fuoco perché non indurisca, e vi si immerge ad uno ad uno, i frutti già preparati facendoli colare e ponendoli a raffreddare su di un marmo.

mercoledì 19 novembre 2008

Pandolce Genovese



Autore: Eugenio

Ingredienti:


  • farina americana (manitoba) Kg. 1
  • crescente (pasta lievitata) gr. 250
  • burro gr. 250
  • zucchero gr. 250 + 2 cucchiai
  • uvetta gr. 500 (oppure 400)
  • pinoli gr. 150
  • uova n. 2
  • cedro e buccia d’arancio canditi gr. 200
  • semi di finocchio gr. 20
  • acqua di fior d’arancio un bicchiere non grosso
  • sale un pizzico

Il pandolce classico genovese è quello alto. Quello basso è stato tirato fuori verso il 1970 perché molto più veloce da farsi e, per convincere la gente a comprarlo, gli appiopparono l’aggettivo “antico”. Erano gli anni in cui tutto ciò che era “antico” vendeva; un po’ come ora per tutto ciò che è “biologico”. Veniamo a noi: questa che vi dò è la ricetta della zia Bice e io trovo questo pandolce migliore di tutti quelli in commercio. Affinché riesca bene io uso una bella impastatrice; perché il segreto per una buona riuscita è quello di impastarlo bene. Se non avete l’impastatrice preparatevi a fare una buona ginnastica alle braccia; le signore potranno farla fare ai mariti.
Impastate il crescente con 250 gr. di farina e lavorate moltissimo, strappando la pasta e riunendola tante volte, finchè non acquisti una certa elasticità. Lasciatela lievitare ben coperta con un panno umido perché non faccia crosta.Alla pasta ottenuta, quando è ben lievitata (ossia quando ha raddoppiato il volume iniziale) si aggiungono altri 250 grammi di farina e si ripete l’operazione, cioè la si lavora moltissimo e si rimette a lievitare.Lievitato che sia anche questo secondo impasto, si dispone sulla madia il mezzo chilo di farina rimasta, nel mezzo si mette la pasta lievitata e si versa su di essa il burro fuso, caldo ma non troppo, i tuorli d’uovo sbattuti con due cucchiai di zucchero (oltre i 250 gr. della dose), una buccia di limone (che poi si toglierà a fine lavorazione), i bianchi montati a neve, il sale e si comincia a lavorare l’impasto aggiungendo poco per volta l’acqua di fior d’arancio. Se esso risultasse troppo sodo lo si può bagnare con un po’ di latte (tenere presente però che, aggiungendo poi lo zucchero, la pasta ri rammollisce un po’). Lavorarla con lo stesso sistema. Si dispone lo zucchero in circolo sulla madia a poco a poco e si lavora finchè non è ben incorporato. Ricordare che più si lavora, più si può sperare nel buon esito dell’impresa. All’ultimo si unisce l’uvetta (ben asciutta), i pinoli, il finocchio e i canditi. Si rimette poi a lievitare in un posto bel tiepido. Calcolare che occorrono 8 o 9 ore di tempo e forse anche più (a seconda della temperatura). Prima però di metterlo a lievitare avrete fatto sul pandolce il classico taglio a triangolo. Lo cuocerete poi per circa un’ora e mezza a 190 gradi di temperatura avendo messo nel forno una piccola pirofila colma d’acqua che manterrà la giusta umidità. Cotto che sia togliete la pirofila, richiudete il forno, spegnetelo e lasciatevi raffreddare lentamente il pandolce.Per chi non lo sapesse, durante il pranzo di natale, il pandolce farà bella mostra di sè sul buffet con infisso un bel ramo di alloro. Sarà poi tagliato dalla persona più anziana o dal capo famiglia e la prima fettina sarà data al più giovane presente. Un po’ di pandolce andrà poi conservato per essere mangiato il giorno di S.Biagio (3 febbraio) e questo dovrebbe essere utile per prevenire i mali di gola.
Seguendo i suggerimenti di un esperto pasticcere ho modificato la ricetta in modo da utilizzare la tecnica del doppio impasto che dà la quasi certezza di una perfetta lievitazione. Infatti la lievitazione di impasti pesanti per mezzo del lievito madre è sempre un'operazione rischiosa. Ecco la ricetta aggiornata:
Primo giorno (rimesse e primo impasto) per le rimesse utilizzare farina manitoba e acqua non troppo calda ma appena rotta (fra 22 e 30 gradi)

ore 11 – prima rimessa
ammollare 60 grammi di crescente in 20 grammi d’acqua e impastarlo con 40 grammi di farina. Mettere l’impasto in un sacchetto in plastica di quelli per i cibi congelati, chiuderlo senza annodarlo e metterlo in un vaso di vetro (meglio ancora se di legno). Lasciarlo lievitare per 3 ore a 25-27 gradi.

Ore 14.30 – seconda rimessa
prendere l’impasto precedente, cioè 120 grammi, e ripetere le operazioni della prima rimessa utilizzando però 80 gr. di farina e 40 gr. d’acqua.

Ore 18 – terza rimessa
impasto precedente 240 gr., acqua 80 gr., farina 160 gr. ripetere le operazioni della rimessa precedente.

Ore 21.30 – primo impasto
dai 480 grammi di crescente ottenuti dalla terza rimessa prelevarne 350 grammi, ammollarlo con 180 grammi di acqua e 160 grammi di acqua di fior d’arancio e due uova. Impastarlo con: 700 grammi di farina manitoba e 300 grammi di farina 00 (miscelate insieme), 230 grammi di zucchero, 230 grammi di burro (ammollato nel microonde o a bagnomaria facendo attenzione che non sia troppo caldo),  la buccia sottile (cioè la parta gialla) di un limone. Impastarlo a lungo, togliere la buccia di limone e lasciarlo lievitare per almeno 8/9 ore a 27/28 gradi. Io l’ho lasciato nella ciotola in plastica dell’impastatrice coperta da un coperchio di vetro. Non mettere mai gli impasti col lievito madre nel metallo. L’ideale sarebbe il legno ma va bene anche la plastica e se non si ha un coperchio adatto coprire con una tovaglia e con un foglio di cellophane. Deve più che raddoppiare di volume.

Secondo giorno
ore 8 – secondo impasto
Aggiungere al primo impasto: 35 grammi di acqua di fior d’arancio (oppure di marsala secco), 80 grammi di zucchero, 80 grammi di burro, un cucchiaino di sale, 130 grammi di manitoba e 60 grammi di farina 00. Impastare a lungo; intanto fare leggermente intiepidire in forno la frutta e cioè: uvetta gr. 600, Cedro e scorza d’arancia canditi in totale gr. 240, pinoli di Pisa gr. 180, semi di finocchio gr. 24. Aggiungere anche questa all’impasto, amalgamarla bene, coprire e lasciare riposare per 45 minuti.
Dividere l’impasto secondo le pezzature desiderate e cioè 1080 grammi per ottenere (una volta cotti) pandolci da un chilo e 800 grammi per pandolci da ¾ di chilo. Con questa dose ho ottenuto 2 pandolci da chilo e 2 da tre quarti. Sull’asse di legno, dare a ogni pezzo una forma il più possibile sferica (prima tornitura) e coprirli con una tovaglia. Lasciarli riposare per mezz’ora e procedere alla seconda tornitura cioè rimetterli in forma sferica facendo attenzione che la parte sottostante sia ben chiusa (senza grinze). Coprire nuovamente con la tovaglia e lasciarli lievitare per 7/8 ore mantenendo la temperatura ambiente sempre a 27/28 gradi.

ore 18.30 – cottura
Preriscaldare il forno, fare su ogni pandolce il classico taglio a triangolo, metterli nella placca del forno posandoli sulla carta da forno e far cuocere per circa 50 minuti a 190 gradi quelli da ¾ e per circa un’ora a 180 gradi quelli da chilo. Io mi sono regolato nel seguente modo: dopo aver infornato i pandolci ho atteso (circa 15 minuti) che iniziassero a colorire, allora li ho coperti con un foglio di stagnola che ho tolto 20 minuti prima del termine della cottura.
Ecco infine la ricetta filmata

martedì 18 novembre 2008

Biscotti portafortuna



Autore: Germana

Li ho chiamati così per via della forma, in realtà sono i Kipferli, tipici biscotti viennesi e la ricetta é di Alda Muratore.

Ingredienti:


250 g farina,

1 tuorlo,

la raschiatura dell'interno di una stecca di vaniglia

80 g zucchero fine

100 g mandorle tritate

200 g burro.

Zucchero a velo e zucchero vanigliato

(l'ideale sarebbe quello fatto da sé chiudendo in un barattolo zucchero a velo e una stecca di vaniglia).


Si impastano insieme gli ingredienti, tranne lo zucchero a velo e quello vanigliato. Si lascia riposare la pasta al fresco un'oretta. Poi si divide in pezzetti grandi come una grossa noce e da ciascun pezzetto si ricava un cilindretto, più 'grasso' nel centro e più affilato alle estremità(ma non a punta) e si piega a cornetto. Si cuociono a 180° una quindicina di minuti. Fuori dal forno si cospargono di zucchero a velo, mischiato a quello vanigliato.



domenica 16 novembre 2008

Pane girasole




Autore: Germana

Ingredienti:

Questo pane l'aveva fatto un'amica della Cucina Italiana, Paola Santoro, poiché i girasoli sono i miei fiori preferiti, (ne sono rimasti pochi ancora nei prati che circondano casa mia) perché non approfittare e fare anche il pane, così me li trovo in tavola anziché nel vaso.


Sono partita dal Pan Brioche delle Simili
Ingredienti:
Per il lievitino
150 g farina 00 di forza
90 g di acqua
20 g di lievito di birra

Fare il lievitino e farlo riposare per 40/45 minuti fino al suo raddoppio.

Per l'impasto

350 di farina 00 di farina di forza (manitoba del super)
50g di acqua100 g di burro morbido
30g di zucchero10 g di sale
2 uova

Per spennellare
40g di burro sciolto
semi di sesamo
1tuorlo

Procedimento:

Fare un impasto sul tavolo con il resto degli ingredienti (eccetto burro sciolto, semi di sesamo e tuorlo) e lavoratelo bene.Appena il lievitino è pronto mettetelo sul tavolo schiacciatelo bene e tiratelo con le mani, mettete al centro il secondo impasto, richiudete a fagottino, poi cominciate a lavorarlo battendo finché non ci saranno più striature bianche, il che indica che i due impasti si sono già completamente amalgamati.Mettere in una ciotola unta di burro e farlo lievitare per 1 ora-1 ora e mezza.
Rovesciate sul tavolo, dividete a metà e ogni metà dividerla in quattro (se ricordo bene pezzi da 70-80 g.).
Stendere tutti i 16 pezzi.
Spalmare di burro il primo pezzo e sovrapporne un altro. Ancora pennellare e sovrapporre un terzo pezzo. Spennellare e sovrapporre un quarto. Spennellare.
Arrotolare. Fare così altri tre rotoli.
Tagliare le punte e ricavare 3 triangoli dalla parte interna.
Imburrare uno stampo . Sistemare all'esterno tutti i triangoli mettendo la parte più appuntita verso l'interno e tirando leggermente l'altra estremità (per modellare il petalo), invece all'interno inserire solo estremità.
Lasciar lievitare ( ha impiegato 40'), spennellare con il tuorlo. Spargere la parte interna di semi di sesamo.Infornare a 180 per 20 minuti. Abbassare a 170° (coprire la superficie con carta forno) e continuare la cottura per altri 10 minuti circa.
La spiegazione la trovate qui e anche qui dove potrete vedere bene i vari passaggi.
E' buonissima naturalmente. Vi invito a provarla in quanto non presenta nessuna difficoltà di realizzazione.
Riflessioni finali:
Variante salata: si può tranquillamente fare la ricetta delle Simili e inserire tra il primo e il secondo strato poco prosciutto cotto tagliato sottile sottile, mentre fra il terzo e il quarto strato del formaggio (Casera e simili) tritato finemente.
Variante dolce: poca marmellata (di arance) e mandorle a scaglie, oppure gocce di cioccolato. ...

giovedì 13 novembre 2008

Pere cotte nel vino


Autore: Eugenio

Ingredienti:

  • Pere martine
  • Zucchero
  • Vino barbera
  • Corteccia di cannella
  • Chiodi di garofano

Un piatto caratteristico del nostro pranzo di Natale di quando ero bambino erano le pere martine cotte nel vino. Si tratta di piccole pere color ruggine che si sogliono raccogliere il giorno di S. Martino (11 Novembre) da cui il nome. Mettete dritte in una casseruola tante pere martine da coprirne il fondo; a vostro piacere potrete metterle sbucciate o semplicemente ben lavate. Cospargetele con abbondante zucchero e copritele con una buona barbera; aggiungete un bel pezzo di cannella, alcuni chiodi di garofano e fate cuocere parzialmente coperte a fuoco lento fino a che il vino non si sia ristretto in modo da formare uno sciroppo. Durante la cottura servendovi di un cucchiaio le irrorerete ogni tanto col loro stesso liquido di cottura. Si devono servire fredde ma non di frigorifero.

mercoledì 12 novembre 2008

Petto di pollo in vinaigrette d'arancia



Autore: Eugenio

Ingredienti:


  • delle fettine di petto di pollo

  • delle fettine di patata

  • delle fettine di pomodoro

  • un'arancia rossa

  • olio extravergine

  • sale e pepe

Ungete leggermente il piatto crisp e adagiatevi delle fettine non troppo spesse di petto di pollo. Salate e ricoprite con sottili fette di patata in modo che il pollo sia completamente coperto. Mettiamo sulle patate sale e pepe e copriamole con fettine di pomodoro. Infine saliamo anche le fettine di pomodoro e irroriamole con un filo d'olio. Regoliamo il forno a microonde sulla funzione crisp e facciamo cuocere per circa 8-9 minuti. Intanto prepariamo la vinaigrette. A dir la verità la vinaigrette, come dice il nome, si fa con l'aceto; sostituendo all'aceto del limone si ha la citronette. E con l'arancia? Ho deciso! La chiamerò arancese, non c'è solo D'Annunzio ad inventarsi le parole. Bè proseguiamo, altrimenti brucia tutto. Sciogliamo un cucchiaino di sale nel succo di un'arancia rossa; aggiungiamo dell'olio ed emulsioniamo bene. Mettiamo nel piatto uno strato di patate e pomodori; sovrapponiamo i petti di pollo e sopra di essi ancora un piccolo strato di patate e pomodori. Condiamo infine con la vinaig... oops con l'arancese e serviamo. Ovviamente chi non ha il microonde può utilizzare il forno normale allungando il tempo di cottura a circa mezz'ora.

Pasticcini per un compleanno



Autore: germana

Questi pasticcini li ho preparati per il MIO compleanno , sono semplicissimi e li ho fatti con questa ricetta :
Pasta frolla alle mandorle:
Ingredienti:

  • 350 g di farina
  • 150 g di zucchero
  • vanillina e buccia di 1/2 limone grattugiata
  • 100 g di mandorle spellate e macinate
  • 250 g di burro
  • 1 uovo


Alcuni fiorellini li ho fatti semplicemente con :
frolla alle mandorle , marmellata di mirtilli e/0 quella di pere e mele, fatte in casa, chiusi con altra frolla.

Altri fiorellini con:
ganache e frutta. Una volta raffreddati li ho lucidati con gelatina di mele cotogne.

Mini tortine all'amaretto :
riempite con uno strato di confettura di mirtilli , di crema pasticciera e un amaretto intinto nel liquore all'amaretto e ancora frolla per ricoprire.
Sono stati graditi.


venerdì 7 novembre 2008

CALZONE DI CIPOLLA


Autore: Rita
(ricetta di Rosemarie della Scala)



Ingredienti per la pasta:

  • 500g di farina
  • mezzo bicchiere di olio extravergine di oliva
  • mezzo bicchiere di vino
  • sale




Ingredienti per il ripieno:
  • 500g di cipolle bianche o dorate
  • olio per cuocere
  • sale
  • 250g di pomodori pelati
  • peperoncino (io non ce l'ho messo)
  • un mazzo di indivia
  • 25 g capperi sotto sale
  • 30 g parmigiano
  • 250 g tonno
  • 50 g olive nere snocciolate e tagliate a metà (io non ce le ho messe)



Preparare il ripieno: Affettare le cipolle a rondelle sottili. Tenerle a bagno in acqua per 15 min. Usare in una padella con coperchio. Cuocere incoperchiata con qualche cucchiaio d’olio ed i pelati e un pizzico di sale. A metà cottura aggiungere il peperoncino sminuzzato e l’indivia tritata grossolanamente aggiustare di sale. Far cuocere bene. A cottura ultimata il ripieno deve risultare appena asciutto. Fare intiepidire. Intanto impastare. Fare una fontana con la farina, unire il sale, l’olio e piano piano il vino. Impastare fin quando si ottiene un impasto liscio e morbido. Attenzione a non lavorare troppo la pasta. Dividere in due parti, una leggermente più grande dell’altra. Stendere la pasta e ungere una teglia rettangolare con un po’d’olio e adagiarvi la stesa di pasta più grande. A questo punto aggiungere al ripieno il tonno a pezzettini, i capperi, il parmigiano, mescolare e distribuire il composto nella teglia. Aggiungere le olive distribuendole equamente e coprire con l’altra sfoglia. Chiudere i bordi, spennellare la parte superiore del calzone con un po’ d’olio. Punzecchiare parecchie volte la pasta con una forchetta per evitare che si gonfi durante la cottura. Cuocere il calzone per circa 30-40' in forno a 200°.




TORTA DI MELE AFFONDATE


Autore: Rita
(ricetta di Paoletta R.)


Ingredienti:

  • 200 gr di farina
  • 150 gr di zucchero
  • 2 uova
  • 1 confezione di panna da cucina da 200 ml
  • 1 bustina di lievito
  • 4 cucchiai di olio di semi
  • 2 mele golden




Si montano bene con le fruste elettriche le uova con lo zucchero, si aggiunge l'olio, 1/2 confezione di panna, la farina, il lievito e infine l'altra metà della panna.
Si versa in uno stampo di 22 cm. imburrato e infarinato e si affondano le mele precedentemente tagliate a fette grosse, disposte a raggiera.
Si spolvera di zucchero, cannella e qualche fiocchetto di burro.
Infornare a 160/170° C per ca. 45 minuti.
Durante la cottura le mele affonderanno un po' e l'impasto si gonfierà tutt'intorno creando un bellissimo disegno.



TORTA DI MELE COPERTA


Autore: Rita


Ingredienti:

  • 250 gr burro
  • 200 gr zucchero a velo
  • 4 uova
  • 300 gr farina 00
  • 35 gr fecola
  • 3 mele medie
  • 1 bustina lievito
  • 1 bacca di vaniglia
  • buccia di limone grattuggiata
  • latte q.b.



Montare molto, molto bene il burro a pomata con lo zucchero a velo.
Aggiungere le uova, leggermente sbattute, poco per volta, la buccia di limone grattuggiata, la vaniglia ed infine aggiungere la farina setacciata insieme alla fecola e al lievito. Imburrare ed infarinare una teglia da 28 cm di diametro ed adagiarvi la metà del composto. Disporre le mele tagliate a fettine a cerchio e ricoprire con la seconda metà dell'impasto.

Porre nel forno già caldo a 150 °C per 20' e a 170 °C per altri 25'.
Da fredda, spolverizzare con zucchero a velo.


Spaghetti alla chitarra con melanzane e filetti di triglia


Autore: germy



Sbucciare 2 melanzane (possibilmente il tipo lunghe e strette). Tagliarle a quarti ed eliminare la mollica centrale. Tagliare a cubetti e friggere in poco olio. Contemporaneamente sminuzzare un cipollotto. Farlo appassire in 2 cucchiaiate di olio evo.
Unire una decina di pomodori pachino sbucciati e tagliati a quarti, qualche cappero, i filetti di triglia tagliati a pezzettini (Prima tagliati per il lungo, poi tipo cubetto) (circa gr. 300 per 4 persone - si trovano già pronti) , bagnare con l’acqua della pasta. Unire 2 foglie di basilico e poi le melanzane fritte a parte. Salare, se necessario e pepare. Far saltare gli spaghetti alla chitarra nel sugo così ottenuto e servire.

Ricetta di Simone Rugiati . Gambero Rosso

mercoledì 5 novembre 2008

Le margherite di Stresa



Autore: Germana

La forma di questi biscotti é una mia libera interpretazione delle margherite di Stresa
Ingredienti:

  • 250 g di burro ammorbidito

  • 120 g di zucchero a velo vanigliato
  • 4 tuorli di uovo sodo
  • 200 g di fecola di patate
  • 200 g di farina 0 di grano tenero
  • un pizzico di sale
  • buccia di mezzo limone non trattato finemente grattugiata

Procedimento
Mescolate bene il burro con lo zucchero a velo in una ciotola capiente.
Aggiungete poi il limone grattugiato, un pizzico di sale e quando il composto risulterà ben amalgamato, aggiungete i tuorli sodi passati a un setaccio molto fine. Mescolate bene il tutto fino ad ottenere un composto omogeneo, aggiungete quindi la farina e la fecola e mescolate molto bene. Lasciate riposare il composto così ottenuto in frigorifero per circa due ore in modo che la pasta si rassodi. Passato questo tempo, stendete l'impasto con uno spessore di circa un centimetro. Con uno stampino a forma di fiore fate le margherite. Infornate a 200 gradi per circa 15 minuti il tempo fino alla doratura. Toglietele dal forno , lasciatele raffreddare e poi spolverizzatele con dello zucchero a velo.

lunedì 3 novembre 2008

Focaccia morbida




Autore: Germana

Ingredienti:

500 g di farina

1 bustina lievito Paneangeli Mastro fornaio (o cubetto da 25 g fresco).

10 g di zucchero

1 cucchiaino di sale fino

2 cucchiai di strutto

325/350 g d’acqua tiepida.


Copertura

100 g di prosciutto crudo a fettine

100 g di gorgonzola dolce

50 g di gherigli di noci

2 cucchiai d’olio evo + sale


Setacciare la farina in una terrina larga e mescolarvi il lievito. Al centro del mucchio fare una buca e versare zucchero, sale, strutto. Amalgamare il tutto aggiungendo poca alla volta l’acqua. Lavorare l’impasto sbattendolo per almeno 10 minuti. Rimettere l’impasto nella terrina infarinata, coprirlo con un canovaccio umido e porlo a lievitare in un luogo tiepido fino al raddoppio (40 minuti circa)

Con un matterello stendere l’impasto ben lievitato in una sfoglia rettangolare:Trasferire la sfoglia su una lastra da forno (30x40) unta con 2 cucchiai di olio, distribuire il prosciutto, il gorgonzola a dadini, i gherigli di noce e porre a lievitare per 15 minuti. Completare con 2 cucchiai d’olio e salare a piacere. Cuocere per 10/15 minuti nella parte media del forno preriscaldato 190/200.

domenica 2 novembre 2008

Bigné e cannoli alla crema



Autore: Germana

Ingredienti:

  • Bigné
  • 60 g burro
  • 190 g farina
  • 4 uova che devono pesare col guscio tra 240 e 260 g

si porta ad ebollizione l'acqua, si aggiunge il burro a pezzetti e quando è sciolto si butta la farina in un colpo solo. Si rimesta energicamente fino a che l'impasto si stacca dalle pareti e forma una palla.
A questo punto si trasferisce in una bacinella e si aggiungono le uova una ad una, mai aggiungere l'uovo successivo se il precedente non è ben amalgamato.
Questo impasto lo si mette a mucchietti (con la siringa o con dei cucchiaini) sulla piastra del forno foderata con l'apposita carta, e si infornano a 200 gradi fino a che sono gonfi e dorati. (nel mio forno ci vuole un quarto d'ora-venti minuti)




Crema pasticcera 4 tuorli

  • mezzo litro di latte
  • 20 g di farina
  • 20 g di amido di grano o maizena
  • 125 g di zucchero


    Sbatto i tuorli con lo zucchero, aggiungo 20 g di farina e 20 g di amido di grano (o maizena), tempero le uova con un mestolo di latte bollente, in modo da portare man mano le uova a una temperatura tale da non farle strapazzare aggiungendo tutto il latte caldo in una volta. Quando il problema non si pone più aggiungo tutto il latte e porto sul fornello. Giro sempre con il frustino, faccio sobbollire per almeno tre minuti. Verso in una ciotola capiente, filtrando con il colino a maglie strette e faccio raffreddare.

    Con la stessa crema ho farcito anche i cannoli fatti con una normalissima pasta sfoglia e poi spolvero con lo zucchero a velo.
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