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domenica 25 ottobre 2009
OLIVE SCHIACCIATE
giovedì 22 ottobre 2009
MELE COTOGNE AL FORNO
Autore: Sofia
MELE COTOGNE AL FORNO di Sofia
5 mele cotogne mature
succo di limone
450/500 gr. di zucchero
1 stecca di cannella
1 tazzina da caffè di brandy
panna montata oppure
gelato
Lavare bene le mele cotogne senza sbucciarle.
Tagliarle a metà e togliere i semi e i filamenti vicino ai semi.
Inumidire la parta tagliata con succo di limone.
Prendere una teglia da forno che contenga giuste le mele cotogne
e riempirla per metà di acqua nella quale avrete sciolto lo
zucchero. Aggiungere la stecca di cannella e il brandy.
Posizionare nella teglia le mele cotogne con la buccia verso
l’alto.
Cuocere a forno caldo per circa un’ora e mezza, coprendo
eventualmente la teglia con un foglio d’alluminio verso
metà cottura. Sono pronte quando si saranno ammorbidite
e saranno rimaste con uno sciroppino in fondo alla teglia.
Farle raffreddare prima di mangiarle.
Si servono mettendo della panna montata oppure del gelato
nell’incavo delle mele.
CARNE CON MELE COTOGNE (KIDONATO)
Autore: Sofia
MENU MESE DI NOVEMBRE
CARNE CON MELE COTOGNE di Sofia – (KIDONATO)
1 kg. di carne da stufato di vitellone, o di maiale,
o di agnello tagliata a grossi pezzi
1,200 kg. di mele cotogne a giusta maturazione
1 cipolla tagliata a fettine sottili
1 bicchierino di vino rosso dolce
2 foglie di alloro
1 pezzo di stecca di cannella
olio – burro
zucchero
sale – pepe
Chi ama i sapori agro-dolci troverà certamente buono questo piatto molto
particolare e di origini antiche.
Rosolare i pezzi di carne in olio e burro in una casseruola di terracotta,
oppure di rame, o comunque a fondo spesso.
Togliere la carne con una schiumarola e far imbiondire nella stessa
casseruola le fettine di cipolla. Rimettere la carne e sfumare con un
bicchierino di vino rosso dolce. Aggiungere dell’acqua calda, le foglie
di alloro, la stecca di cannella, sale e pepe.
Lavare e sbucciare le mele cotogne, tagliarle in 4 pezzi, togliere i semi
e i filamenti vicino ai semi e tagliare ancora ogni pezzo a metà.
Rosolare in una padella le mele e alla fine della rosolatura aggiungere
un cucchiaio di zucchero (o di miele), sale e pepe.
Quando la carne si sarà un poco ammorbidita aggiungere le mele
cotogne e finire la cottura sempre a fuoco lento, aggiungendo, se dovesse
servire, altra acqua calda. Si può terminare la cottura anche in forno,
con il recipiente coperto.
Varianti:
1 – Volendo si può aggiungere agli ingredienti qualche cucchiaio di
passata di pomodoro ristretta (io non la metto).
2 – Per un piatto più leggero si possono aggiungere le mele cotogne
alla carne senza rosolarle.
giovedì 9 luglio 2009
SARDE NELLE FOGLIE DI VITE
Autore: Sofia
SARDE NELLE FOGLIE DI VITE di Sofia
sarde medie freschissime
foglie di vite fresche e tenere
olio e.v.
sale – pepe
origano (facoltativo)
limoni
Pulire le sarde, lavarle bene e lasciarle scolare. Salarle e peparle, anche
internamente e, se piace, aromatizzarle con poco origano. Ungerle con
olio. Avvolgere ogni sarda nelle foglie di vite ben oliate. Le foglie di
vite devono essere freschissime, novelle, tenere e non trattate.
Se non riuscite a procurarvele potete anche usare quelle in scatola che
trovate facilmente nei negozi etnici. In genere si trovano in vaso.
Dovete sciacquarle bene, asciugarle e oliarle prima di usarle per
avvolgere le sarde.
Cuocere le sarde sulla griglia per 5/7 minuti da ogni lato.
Non devono stare troppo sul fuoco perché diventano dure e perdono
il loro gusto speciale.
Servirle calde con spicchi di limone.
In mancanza di carbonella potete cuocerle anche su una griglia
elettrica o in una padella antiaderente dal fondo spesso.
lunedì 6 luglio 2009
MELANZANE IMAM BAYILDI
MELANZANE IMAM BAYILDI di Sofia
9 melanzane lunghe medie
6. cipolle
9 pomodori maturi
2/4 spicchi d’aglio
1 mazzetto di prezzemolo
1 cucchiaino di cannella
una puntina di cucchiaino di zucchero
sale – pepe
olio
Questo è uno dei piatti più piacevoli delle inumerevoli preparazioni
con le melanzane e fa parte dei “laderà”, che significa con l’olio,
cioè piatti di verdura cucinati con l’olio e gustati freddi, a temperatura
ambiente.
Imam bayildi significa l’imam (capo religioso) svenuto, per la bontà
e l’aroma della ricetta.
Lavare e asciugare le melanzane, togliere il picciolo.
Con un coltellino togliere tre strisce di pelle per il lungo in ogni
melanzana senza arrivare alle due estremità. Incidere bene le
melanzane con un taglio abbastanza profondo dove si è tolta
la pelle. Friggere le melanzane a fuoco medio lasciandole appassire,
senza colorarle troppo e metterle su fogli di carta cucina per
assorbire l’unto in eccesso.
Pulire le cipolle, tagliarle a metà e poi a fettine.
Spellare i pomodori e tagliarli a cubettini, tenendo il loro sugo.
Pulire e tritare il prezemolo.
Pulire gli spicchi d’aglio e tagliarli a metà.
In una padella appassire con l’olio le cipolle, aggiungere l’aglio,
i pomodori, una puntina di zucchero, la cannella, il prezzemolo,
il sale e una macinata di pepe e legare tutti gli ingredienti sul
fuoco per qualche minuto.
Con questo ripieno riempire le melanzane dove le avevate
incise, allargando l’apertura con le mani e posizionando le
melanzane in una teglia da forno. Mettere più ripieno nel
taglio che rimane in alto. Mettere nella teglia anche il
ripieno avanzato e irrorare le melanzane con il sughetto
che si sarà formato nel tegame.
Infornare a forno caldo per 30/40 minuti e lasciar raffreddare
la preparazione prima di gustarla.
domenica 5 luglio 2009
KEFTEDAKIA - Polpette
KEFTEDAKIA di Sofia
Polpette di casa mia
500 g. carne trita di vitellone
(oppure mista di agnello e vitellone)
1 o 2 cipolle bionde crude tritate finissime
prezzemolo tritato finissimo
origano
2 fette di pane ammollate in acqua e strizzate bene
sale e pepe
1 cucchiaio d’olio e.v.
farina
olio di arachide per friggere
Mettere in una ciotola tutti gli ingredienti e impastarli bene con
le mani fino a rendere il composto omogeneo.
Formare le polpette e passarle leggermente nella farina.
Se si ha tempo, lasciarle riposare in frigorifero.
Friggerle in olio caldo.
Come tutte le ricette della tradizione anche queste polpette hanno
le loro varianti. Mia nonna diceva che i punti fermi sono le
cipolle crude, abbondanti e tritatissime e l’origano giusto,
e naturalmente la carne, che una volta era solo d’agnello.
Qualcuno rosola le cipolle prima di aggiungerle all’impasto, ma
il sapore cambia.
Si può inoltre aggiungere una puntina di cumino, del bahari e
dare loro una forma allungata e poi appiattita, ungerle d’olio,
senza infarinarle, e cuocerle alla griglia. Oppure, sempre per
una cottura alla griglia, dare loro una forma allungata ma
più piccola, e infilarle negli spiedini di legno.
Inoltre, un’altra variante classica per quelle rotonde
è quella di preparare una semplice salsa di pomodoro,
insaporita con uno spicchio d’aglio e immergere le
eventuali polpette avanzate facendole insaporire bene nel
sugo per almeno un quarto d’ora.
mercoledì 24 giugno 2009
HORIATIKI SALATA - Insalata greca
Autore: Sofia
HORIATIKI SALATA - Insalata greca
3 grossi pomodori rossi maturi al punto giusto
1 cetriolo
1 peperone verde
1 cipolla rossa
una bella manciata di olive (possibilmente di Kalamata,
comunque nere)
1 bel pezzo di feta (formaggio greco di latte ovino)
origano, quello buono
olio e.v.
sale
L’insalata greca più famosa nel mondo. La regina delle insalate.
Letteralmente signiifica l’insalata del villaggio ed è il piatto
dell’estate in Grecia. La mangiano tutti, i greci e i turisti ,
rendendola protagonista dell’estate.
Lavare e pulire tutte le verdure.
Tagliare i pomodori a spicchi, il cetriolo e la cipolla a fettine,
tagliare il peperone a falde e tagliarlo poi a striscioline.
Mettere le verdure in una ciotola, aggiungere una bella
manciata di olive nere (perfette quelle di Kalamata),
mischiare il tutto e aggiungere la feta. Nei ristoranti mettono
la fetta di feta intera sopra alle verdure, in casa è meglio
spezzettarla. Condire con abbondante olio e.v., sale e
origano. Servire questa delizia estiva.
Nella horiàtiki non va aggiunta alcuna verdura verde a
foglia e neanche il basilico. E’ più buona senza aceto.
Può anche essere un veloce piatto unico estivo.
giovedì 16 aprile 2009
PIATTONI AL POMODORO - FASOLAKIA LADERA'
Autore: Sofia
PIATTONI AL POMODORO di Sofia
Fasolakia laderà
1 kg. di piattoni
4/5 pomodori maturi spellati e passati
oppure pelati passati
1 cipolla grossa tritata fine
1 spicchio d'aglio
olio e.v.
sale - pepe - cannella
un pizzico di zucchero
I piattoni sono dei fagiolini piatti e lunghi e possono essere verdi o bianchi. Si trovano facilmente nei negozi e nei supermercati.
Lavare bene i piattoni, togliere le due estremità e anche il filo, io con un coltellino affilato li pulisco anche lateralmente, essendo piatti è un lavoro facile e veloce, e poi li taglio a metà orizzontalmente con un taglio obliquo. In una larga casseruola appassire la cipolla tritata con abbondante olio e.v., attenzione non deve prendere colore, poi aggiungere i piattoni, i pomodori, lo spicchio d'aglio che si può mettere intero oppure tritarlo fine, sale, pepe, poca cannella in polvere e un pizzico di zuchero. Coprire d'acqua a filo e cuocere fino a quando i piattoni saranno teneri e si sarà formato il sughino di pomodoro e l'acqua si sarà esaurita.
Si possono mangiare caldi e sono ottimi anche a temperatura ambiente.
mercoledì 15 aprile 2009
FAVE ALL'OLIO (ALLA GRECA)
Autore: Sofia
FAVE ALL’OLIO (ALLA GRECA) di Sofia
Koukia laderà
1 kg. di fave freschissime e tenere
1 cipolla tritata fine
1 mazzettino di aneto (facoltativo)
Olio e.v.
Sale – pepe
1 cucchiaino di zucchero
½ limone spremuto
Questa ricetta fa parte dei laderà, cioè piatti di verdura cucinati con l’olio molto comuni nella cucina greca.. Molto spesso accompagnati da un’insalata di verdure crude - pomodori,cetrioli, erbette selvatiche, cipolle, olive, l’immancabile feta, erbette fresche dei campi etc. (nella cucina tradizionale greca la nostra classica insalata verde è poco presente) – sono il piatto principale del pranzo.
Per questa ricetta le fave devono essere intere cioè si cucina anche il baccello, per cui devono essere fresche e tenere. Si lavano bene le fave e si puliscono tutto intorno e si tagliano a metà.
Se non avete mai mangiato le fave intere, provatele, rimarrete stupiti del piacevole risultato.
domenica 5 aprile 2009
KOKORETSI
KOKORETSI di Sofia
Le frattaglie di un agnellino da latte
La rete dell’agnellino
Le budelline dell’agnellino
Qualche limone
Sale
Pepe
Origano
Olio e.v.
A questo punto si infila nello spiedo, o negli spiedini, i pezzi di frattaglia, alternandoli e premendo bene. Si ricopre con la rete e poi con le budelline, iniziando col fissare una estremità all’inizio dello spiedo e continuando a girare si ricopre tutta la supeficie. A questo punto si mettono in piedi appoggiati in un recipiente, in modo che perdano la loro acqua, poi si cuociono o sulla brace, girando lo spiedo, o nel forno di casa ricordandosi di ungerli all’inizio con succo di limone e poi con dell’olio.
Cuociono in un paio d’ore, devono essere ben abbrustoliti, di colore scuro e croccanti.
venerdì 3 aprile 2009
CARCIOFI RIPIENII DI RISO E YOGURT
Autore: Sofia
CARCIOFI RIPIENI DI RISO E YOGURT di Sofia
4 carciofi grossi tipo mammole
2 cucchiai di riso piccolo per ripieni
½ cucchiaio di menta tritata
un bel cipollotto fresco
1 cucchiaio di vino bianco
succo di limone
¼ di cipolla tritata fine
5 cucchiai colmi di yougurt greco
1 uovo piccolo
olio e.v.
sale
pepe verde
In un pentolino fate appassire il cipollotto tritato fine con olio per 2/3 minuti
senza farlo colorire, sfumate con il vino bianco e aggiungete qualche
cucchiaio d’acqua e del sale, cuocete fino ad assorbimento dell’acqua,
circa 7/8 minuti.
Pulite bene i carciofi dalle foglie esterne, lasciandoli interi, svuotateli
in centro togliendo la lanuggine ed eventuali foglioline viola in modo
da ottenere solo dei cuori di carciofo. (Potete utilizzare gli scarti
per un’ottima vellutata). Man mano che preparate i carciofi
immergeteli in acqua acidulata con il succo di limone.
Riempite i cuori di carciofo con il riso preoparato al quale avete
aggiunto della menta tritata.
In una casseruola appassite la cipolla tritata con l’olio, appoggiate
i carciofi ripieni, aggiungete poca acqua, del sale e del pepe verde
e cuocete per almeno una dozzina di minuti.
Spostate i carciofi e il loro sughetto in una piccola pirofila,
Sbattete in una ciotolina lo yogurt con l’uovo e un pizzico di
sale. Coprite i carciofi con il composto e infornate a forno caldo
a 175/180° per circa mezz’ora. Servite caldo.
giovedì 26 marzo 2009
DOMATOKEFTEDES - POLPETTE DI POMODORO
Autore: Sofia
DOMATOKEFTEDES di Sofia
(Polpette di pomodoro)
Pomodori seccati al sole
(perfetti quelli di Santorini……)
cipolla tritata molto finementa
prezzemolo tritato
menta tritata
paprica
sale
pangrattato
farina
olio
Mettere nel mixer i pomodori, la cipolla, la menta, il prezzemolo,la paprica e il sale, frullare aggiungendo poco olio e.v.
Trasferire il composto in una ciotola e impastare a mano aggiungendo
del pangrattato e pochissima farina e mettere in frigorifero per almeno
un’ora.
Mettere dell'olio in una padella e friggere l'impasto prendendolo a cucchiaiate.
Sono ottime mangiate calde, ma diventano uno stuzzichino piacevole anche fredde, accompagnate da un bicchiere di vino bianco o di ouzo
martedì 10 marzo 2009
KOULOURAKIA CON AMMONIACA
I koulourakia sono i più classici biscotti greci.
Si possono fare in casa, li fanno i pasticcieri e li fanno anche i fornai. Si mangiano in qualsiasi ora del giorno e sono indispensabili a Pasqua. Ce ne sono di molti tipi, più o meno magri, con burro oppure con olio, con molte uova o con poche uova e aromatizzati in vari modi. Si possono fare con il lievito chimico, con il bicarbonato oppure con l’ammoniaca.
Cominciamo con i più classici, quelli con l’ammoniaca per dolci.
KOULOURAKIA CON L’AMMONIACA di Sofia
500 gr. di farina
un pizzico di sale
2 uova + 1 per spennellare
225 gr. di zucchero
125 gr. di burro ammorbidito
125 gr. di latte
1 vanillina
½ cucchiaio di ammoniaca per dolci
Montare molto bene le uova con lo zucchero, aggiungere il burro, il latte nel quale avete sciolto l'ammoniaca, la vanillina e aggiungere a poco a poco la farina.
Impastare bene fino a quando l’impasto si stacca dalle mani.
Formare dei cordoncini con l’impasto e formare i biscotti in varie forme. Per esempio prendere un pezzo di cordoncino, piegarlo a metà e intrecciarlo. Spennellarli con l'uovo sbattuto.
Appoggiare i biscotti ben distanziati su una teglia ricoperta di carta forno. Infornare a forno caldo a temperatura media per circa 16-18 minuti. Il tempo esatto dipende dallo spessore dei biscotti e
dal vostro forno. Devono diventare dorati, ma non scuri.
venerdì 6 marzo 2009
MAGHIRITZA - MINESTRA PASQUALE
MAGHIRITZA di Sofia
Minestra Pasquale
Questa è la minestra che più di ogni altra rappresenta la Grecia e le sua tradizioni, E’ la minestra pasquale per eccellenza, quella che si prepara in tutte le case e che ogni greco conosce fin da bambino.
Per i Greci, ferventi cristiani, la Pasqua è la più importante festività religiosa e osservano ancora
oggi i precetti quaresimali e i riti della Settimana Santa, che culminano con la Messa Pasquale la sera del sabato. Si ritorna dalla Messa con la candela pasquale accesa con la quale si fa un segno di croce sull’uscio di casa.
A questo punto ci si mette a tavola e si mangia la maghiritza. Questa calda minestra è una toccasana dopo le rinuncie alimentari della Settimana Santa e prepara lo stomaco alla grande abbuffata culinaria della domenica di Pasqua.
La maghiritza si prepara con le frattaglie e gli intestini dell’agnello, che sarà il protagonista del pranzo di Pasqua. Sin dagli albori del cristianesimo i riti e i sacrifici pagani si sono fusi con i riti dei
primi cristiani.
Ingredienti:
Le frattaglie e le interiora di un agnello
5/6 grossi cipollotti freschi
2 limoni
½ tazzina da caffè di riso
1 mazzetto di aneto fresco
olio – burro – sale e pepe
Pulire e lavare molto bene le frattaglie dell’agnello.
Lavare molto bene le interiora, tagliarle lunghe come spaghetti e rigirarli aiutandosi con un bastoncino, o meglio con un uncinetto, rilavarle ancora e passarle con sale e limone per sbiancarle. Mettere le frattaglie e le interiora in una pentola con l’acqua, portarli a bollore e schiumare bene. Spegnere il fuoco. Toglierli dall’acqua e tagliare tutto a pazzettini minuscoli.
Tagliare a fettine sottili i cipollotti e farli appassire in una capiente casseruola con olio e burro. Aggiungere le frattaglie e gli intestini tagliati e farli insaporire nel condimento. Infine aggiungere l’acqua filtrata della prima bollitura delle frattaglie, aggiustate di sale e pepe e fate bollire fino a cottura. A questo punto aggiungete mezza tazzina di riso lavato, aggiustate ancora se ce ne fosse bisogno, con altro olio o acqua e finite di cuocere. Nel frattempo preparate l’avgolemono sbattendo in una ciotola due uova con il succo di un limone.
Quando la maghiritza sarà cotta prelevate dalla casseruola del brodo con un mestolo e aggiungetelo alle uova della ciotola sbattendo sempre per non farlo impazzire.
Rimettete nella casseruola il contenuto della ciotola e chiudete con il coperchio. Servitela calda dopo pochi minuti di attesa per permettere all’avgolemono di dare corpo alla minestra.
Nota. Se non avete le interiora (budello) dell’agnello, o se non le volete mettere, potete ugualmente fare la maghititza solo con le frattaglie (fegato, cuore, polmone etc), eventualmente arricchendola con il brodo della testina dell’agnello bollita.
PESCE BOLLITO IN ZUPPA CON VERDURE
PESCE BOLLITO IN ZUPPA CON VERDURE di Sofia
1 o 2 pesci grossi freschi (tipo gallinella, scorfano etc.)
2 cipolle
2 pomodori freschi (facoltativi)
1 mazzetto di prezzemolo
5-6 carote
½ kg. di zucchine
½ kg. di patate
½ bicchierino d’olio e.v.
sale – pepe
limone
riso (facoltativo)
2 uova (facoltative)
Questo pesce bollito, o meglio questa zuppa di pesce, è un piatto tipico di “magro” del periodo quaresimale, oppure per quando semplicemente si vuole, o si deve, mangiare del cibo appetitoso e nello stesso tempo leggero.
In una grossa pignatta cominciare a cuocere tutte le verdure in acqua salata estraendole quando saranno cotte.
Nel frattempo pulire e lavare molto bene i pesci salandoli internamente.
Aggiungere nel brodo della pignatta l’olio e i pesci e portarli a cottura. Estrarli dopo cotti.
Tenere i pesci al caldo con metà delle verdure bollite. L’altra metà delle verdure passarle al passatutto e ributtarle nel brodo filtrato.
Rimettere sul fuoco la pignatta, fare riprendere il bollore aggiustando il brodo di sale.
Se vogliamo una zuppa più spessa aggiungere del riso e farlo bollire nel brodo.
La zuppa ottenuta si condisce con del limone spremuto, oppure aggiungendo a fine cottura l’avgolemono, cioè un paio di uova sbattute con il succo di un limone.
Per servirlo si portano a tavola la zuppiera con la zuppa e, a parte, i pesci con il contorno delle verdure bollite.
Condire i pesci e le verdure con olio e limone.
POLPETTE DI POLPO
POLPETTE DI POLPO di Sofia
1 polpo fresco oppure surgelato
2 tazze di mollica di pane
½ bicchierino di vino rosso
2 cucchiai di aceto
2 cipolle tritate finissime
1 cucchiaio di origano
poco sale
farina
pepe nero macinato fresco
olio per friggere di semi di arachide, ma per un
risultato migliore, olio e.v.
Lo sapevate che si possono fare le polpettine di polpo?
Sono di origine cretese e possono essere un appetitosa variante per un antipasto di pesce, oppure, infilzate in lunghi stecchini, fare parte dei moderni finger food che accompagnano gli aperitivi.
Pulire molto bene il polpo oppure fatelo fare dal vostro pescivendolo. Lavatelo bene. Se è fresco mettetelo in congelatore per qualche giorno. Al momento di cucinarlo toglietelo dal freezer e quando non è ancora del tutto scongelato passatelo nel macinacarne. Ponetelo in un colino e lasciatelo scolare bene tutta la sua umidità. Poi asciugatelo ancora con un panno pulito. Nel frattempo inumidite la mollica di pane con il vino e l’aceto, strizzatela molto bene, e cercate anche di asciugarla.
In una ciotola lavorate bene il trito di polpo, il pane strizzato aggiungendo un pochino di sale, l’origano, le cipolle e il pepe. Se il vostro impasto fose troppo morbido aiutatevi con un cucchiaio di farina.
Formate delle polpettine rotonde, infarinatele e friggetele in olio bollente.
Vi consiglio di preparare le polpettine infarinate in anticipo e farle riposare in frigorifero per qualche ora prima di friggerle.
Si mangiano calde, ma sono ottime anche a temperatura ambiente.
mercoledì 4 febbraio 2009
BACCALA' CON CECI
Autore: Sofia
BACCALA' CON CECI di Sofia
(Bakaliaros me revithia)
800 gr. di baccalà ammollato
400 gr. di ceci
1 grossa cipolla tritata finemente
500 gr. pomodori puliti e passati oppure
passata di pomodoro
1/2 bicchiere di olio e.v.
sale - pepe nero
Mettete a mollo in acqua i ceci per 12 ore.
In una casseruola, possibilmente di terracotta, appassire lentamente
la cipolla con l'olio, aggiungere i ceci e l'acqua e cuocere per mezz'ora.
Aggiungere i pomodori e cuocere ancora per un'ora o fino a cottura
dei ceci. A questo punto aggiungere i pezzi di baccalà, il sale e il pepe
nero macinato fresco e continuare la cottura per altri 20 minuti
circa. Il piatto finale deve avere una consistenza cremosa.
martedì 20 gennaio 2009
DIPLES - FRAPPE GRECHE
DIPLES - FRAPPE GRECHE di Sofia
500 gr. di farina
4 uova
il succo di ½ arancio
la scorza grattugiata di 1 arancio
½ bicchierino di ouzo
2 cucchiai di zucchero
un pizzico di sale
1 cucchiaino di lievito
Per lo sciroppo
1 tazza di miele
2 tazze di zucchero
1 e ½ tazza d’acqua
Per guarnire
noci tritate
Le diples, simili alle nostre frappe, sono un dolce molto diffuso in Grecia in tutte le occasioni di festa. Diverse regioni si contendono la ricetta delle diples più buone e tradizionali, tra cui Mani, nel Peloponneso.
Frullare tutti gli ingredienti liquidi con lo zucchero, aggiungere la farina il sale e il lievito e impastare molto bene. Fare una palla, coprirla e lasciarla riposare. Stendere la pasta molto sottile con il mattarello oppure con la macchina della pasta. Tagliarla a strisce e poi a rettangoli piutttosto grossi. Le diples si possono fare di diverse forme, la più classica è una specie di rotolo che si ottiene lavorando il rettangolo di pasta con una forchetta mentre frigge.
Per questa forma però ci vuole pratica per cui è preferibile scegliere di fare dei nodi, oppure pizzicare la pasta per creare un fiocco o farfalla.
Si friggono in abbondante olio di arachide, anche se anticamente si usava l’olio extravergine.
Attenzione a non farle colorire troppo, devono rimanere chiare.
Intanto mettere il miele, lo zucchero e l’acqua in una casseruola e fare bollire una decina di minuti per formare lo sciroppo, schiumare bene.
Immergere le diples fritte nello sciroppo, estrarle e far colare lo sciroppo in eccesso. Si possono giuarnire con noci tritate.
domenica 18 gennaio 2009
CAPRA CON SKIOUFIKTA'
Autore: Sofia
CAPRA CON SKIOUFIKTA’ – Ricetta Cretese di Carnevale
2 kg. di capra
500 gr. di pasta skioufiktà
2 cipolle
1 kg. di pomodori freschi oppure
1 lattina di pomodori a pezzetti
200 gr. di formaggio grattugiato (grana e pecorino)
3 foglie d’alloro
1 stecca di cannella
1 mazzetto di prezzemolo
½ bicchiere di vino rosso
2 bicchieri d’acqua
Olio e.v.
Sale – pepe
La pasta skioufiktà è una pasta tipo maccheroni fatta in casa con farina,
acqua olio e sale. E’ tipica dell’isola di Creta ed è anche un piatto tipico
del periodo di Carnevale. Di solito viene condita con burro fuso e
abbondante formaggio duro di pecora grattugiato.
Questa è invece una ricetta con la capra.
Inizialmente si fa bollire la capra in acqua, cambiando almeno una volta
l’acqua di cottura.
In un’altra casseruola facciamo imbiondire le cipolle tritate, poi aggiungiamo
i pezzi di capra e continuiamo la rosolatura. Sfumiamo con il vino, mettiamo
i pomodori passati, il sale, il pepe, le foglie di alloro, la stecca di vaniglia.
il prezzemolo e 2 bicchieri d’acqua.
Fate bollire la pasta skioufiktà in abbondante acqua salAta, scolatela e
conditela con la capra e il suo sughetto e abbondante formaggio
grattugiato.
N.B. Per un sapore più vicino al gusto italiano si può usare
per questa ricetta l’agnello o il capretto. In questo caso non si deve fare la prebollitura in acqua.
PADELLATA DI MAIALE - TSIHNOPEMTI
Autore: Sofia
PADELLATA DI MAIALE - TSIHNOPEMTI
½ kg. di maiale tagliato a piccoli pezzetti
2 peperoni verdi tagliati a rondelle
1 grosso pomodoro a pezzetti oppure
della polpa di pomodoro
100 gr. di feta
1 bicchiere dii vino rosso
Olio e.v.
Origano
Sale e pepe
Al secondo giovedì di carnevale il Grecia si ammazzava il maiale
e il profumo della carne e del grasso che cuoceva nei paioli ha dato
origine al nome del giorno: tsihnopemti, cioè giovedì col profumo
del grasso. Di tsihnopemti si mangia la carne ed ecco una ricettina
semplice e tradizionale.
Rosolare con l’olio in una padella i pezzetti di maiale e le rondelle
di peperone. Poi aggiungere il pomodoro, l’origano, sale e pepe
e la feta sbriciolata. Versare il vino e finire la cottura.
Servire subito molto caldo.




